Il confine tra il fattibile e l’utopico per i relativisti nemmeno esiste, per altri è lì ma indisponibile tanto quanto le leggi dell’universo, per altri ancora l’ignoranza, la superstizione e l’umana indolenza ne rosicchiano i sostegni per calarlo a soffocarci, come nel Medioevo, mentre la volontà e l’ingegno (o la fede e l’impegno) lo sospingono verso l’alto.
Marco Bresci è tra queste ultime persone, ingegnere atipico, che non ha alcuna propensione a farsi chiudere nel tangibile. Anzi, si sporge senza vertigini in quella dimensione trascendentale che dovrebbe essere ostica, se non preclusa, a chi ha una formazione che confligge con il desiderio di andare oltre l’angustia del campo logico e temporale del dato condiviso e universalmente accettato.
Ecco allora che questo ingegnere atipico – persino difettoso, se misurato con la verga del consumismo e dell’edonismo – maturando l’impegno intrapreso con altre sue opere ci apre una diversa visuale nel considerare problemi di stretta attualità: ambiente, energia, economia, società, territorio, urbanistica, edilizia, mobilità, trasporti, acqua, agricoltura, foreste, salute, etica, ecc. Nell’insieme una diversa visuale nel considerare e negare l’immanenza della catastrofe planetaria che stiamo meticolosamente apparecchiando, con l’inquinamento, lo sperpero delle risorse, le inequità ed il degrado non solo fisico del nostro stesso habitat.
Così “Idee senza frontiere” non è una enfatica elencazione, come il giornalismo televisivo spesso ci propina, delle catastrofi ambientali e sociali in atto e attese; riesce invece ad essere un libro fortemente positivo. Bresci accompagna il lettore a visitare la “bioastronave Terra”, irresponsabilmente abbandonata all’incuria ed al vandalismo, mostrando quanto sarebbe meglio se l’equipaggio – l’umanità – si appassionasse ad essa e la rimettesse in rotta. E siccome è una di quelle rare persone che ha il coraggio della semplicità ci dice anche come sarebbe facile farlo, se solo tutti assieme sapessimo condividere quella cosciente naturalezza che solo i superficiali e le persone in malafede confondono con l’ingenuità.
Il libro è organizzato in tre sezioni. La prima è una rassegna fotografica. La seconda tratta delle ‘idee’, della loro validità, della metodologia per la loro individuazione, per poi passare ad un aperto confronto nei vari ambiti tematici. La terza è una Banca delle Idee dalla quale attingere. Il tutto va a formare un tomo che ha il carattere di un corposo manuale, frutto di ricerche bibliografiche, atti di convegni e scambi con ricercatori, nato per crescere con altre intuizioni, progetti e realizzazioni, con i pensieri e il contributo dei lettori. Infatti secondo l’Autore le idee sono un patrimonio da coltivare e condividere con l’intera umanità, ed è per questo che molte di quelle presentate nel libro sono anche sulla pagina “La banca delle idee” del sito www.marcobresci.it, dal quale si accede al blog “Insintonia”.
Ma l’arte di saper mettere nero su bianco ciò che per molti è astrattezza e utopia non cura il difetto d’esser ingegnere, nemmeno quando si è così bravi da pubblicare (sul suo sito le precedenti opere e articoli): l’approccio resta analitico, la contaminazione tra speranza e metodo scientifico spalanca, al lettore disposto a farsi accompagnare, un orizzonte che non è novella ma futuro da raggiungere. Marco Bresci, con la sua attività divulgativa e segnatamente con questo libro, vuole suggerire la concretezza di un grande progetto alternativo e non una fuga onirica dall’inevitabile catastrofe.
Qui termina il compito di questo recensore, inadeguato rispetto alla potenza del tema ed alla soggettività che vi si connatura. Ciascuno deve stabilire in proprio se, in che modo e quanto delle proprie energie intende investire nello spingere oltre il confine tra il fattibile e l’utopico: “Idee senza frontiere” – Marco Bresci – casa editrice European Press Academic Publishing – 324 pagine – 35 euro.

Mauro Chessa

Pubblicato sul periodico d’informazione dell’Ordine dei Geologi della Toscana, N°3 settembre 2007

http://www.geologitoscana.it/Il_geologo/IL_GEOLOGO%2069.pdf