Il panorama attuale è veramente triste: per i giovani il futuro è incerto, per gli imprenditori ci sono grandi difficoltà per i dazi, per il rialzo dei costi delle materie prime, per l’incertezza sugli approvvigionamenti, per la crescita dei costi dell’energia e del gas.
Il sistema produttivo italiano è in grande sofferenza e tutto il sistema è coinvolto in una crisi generazionale.
Si può fare qualcosa per migliorare la situazione? Facciamo prima un’analisi.
Il sistema energetico europeo ha meccanismi di formazione del prezzo che stanno trasferendo sul sistema produttivo e sui privati costi che non riflettono quelli reali di produzione, soprattutto per le rinnovabili.
Oggi il mercato elettrico funziona con il principio del prezzo marginale. Significa che il prezzo dell’elettricità non è fissato dalla media dei costi di produzione, ma dal costo della fonte più costosa che è necessario accendere, in genere quella delle centrali a gas, per soddisfare la domanda in un determinato momento,
Schematicamente funziona così.
Sul mercato elettrico, le centrali entrano in funzione in ordine di convenienza economica, partendo da quelle con il costo di produzione più basso:
- Rinnovabili(eolico, solare, idroelettrico): hanno costi di produzione quasi nulli (il vento e il Sole sono gratuiti).
- Nucleare e Carbone: hanno costi intermedi.
- Centrali a Gas: sono generalmente le più costose da far funzionare (hanno costi “marginali” alti, legati al prezzo della materia prima, il gas.
L’ultima centrale (La “Marginale”)
Se la domanda di energia è alta e non può essere coperta solo da rinnovabili, nucleare o carbone, è necessario accendere le centrali a gas.
- Il prezzo marginale: L’ultima centrale, generalmente a gas, che viene attivata, chiamata appunto “centrale marginale”, determina il prezzo di scambio dell’energia per quell’ora.
- Prezzo unico: Questo prezzo alto, dettato dal gas, viene pagato a tutti produttori, anche a quelli che hanno prodotto energia a basso costo (fotovoltaico, eolico, idrico).
Il gas è considerato una tecnologia di “punta”, flessibile. Quando la domanda di energia è alta, le centrali a gas sono le uniche in grado di accendersi rapidamente per colmare il divario. Se il prezzo del gas sale, anche artificialmente, per semplice speculazione, il costo marginale di queste centrali aumenta, alzando il prezzo per l’intera borsa elettrica in maniera iniqua e irrazionale facendo riversare il costo su cittadini e imprese.
Questa soluzione formalmente è stata adottata per incentivare l’efficienza e per permettere alle centrali più costose, ancora necessarie per la stabilità, di coprire i costi operativi.
Questo meccanismo implica che, finché il gas è necessario per coprire la domanda, il prezzo del gas influenza direttamente le bollette elettriche, indipendentemente dalla percentuale di energia rinnovabile prodotta.
L’ultima centrale necessaria, spesso a gas, determina quindi il prezzo per tutti, anche per chi produce a costo quasi zero (tramite FV, eolico, idroelettrico) viene pagato come se utilizzasse il gas naturale, a prezzi gonfiati.
È evidente che in questo modo energia e gas sono artificiosamente accoppiati, quando il gas è volatile per la geopolitica e le speculazioni in Borsa: è sufficiente una dichiarazione falsa per far alzare o abbassare il costo.
Oggi la speculazione è perfettamente legale, ma completamente immorale. Per quanto tempo ancora si potrà andare avanti impunemente, in questo modo iniquo, danneggiando cittadini e imprese?
Se si vuole agire onestamente occorre imporre una differenziazione per le rinnovabili. Attualmente il fotovoltaico ha un costo reale attorno a 50 – 80,00 euro/MWh, ma viene alzato ad un costo di mercato attorno a 120 – 200,00 euro/MWh, che origina un marginale, extracosti ed extraprofitti (rendita inframarginale).
Il TTF (Title Transfer Facility) è il principale punto di scambio virtuale per il gas naturale in Europa, situato nei Paesi Bassi. Rappresenta il mercato di riferimento all’ingrosso dove si determina il prezzo del gas, influenzando fortemente le bollette in Italia e in Europa, espresso solitamente in €/MWh.
Il TTF è finanziarizzato, reagisce alle aspettative, ai flussi finanziari, non solo al rapporto domanda/offerta reale. Questo comporta forte volatilità, con picchi artificiali, e ripercussioni su l’intero mercato dell’energia.
Gli extracosti e gli extraprofitti danneggiano la transizione energetica. L’auto elettrica è conveniente solo se l’energia costa poco e se proviene da fonti rinnovabili, tanto per fare un esempio.
Se il costo della ricarica pubblica oscilla fra 0,50 – 0,80 euro/kWh allora il costo al chilometro è pari o superiore al diesel e quindi la transizione energetica non è più economicamente conveniente, perdendo credibilità e mercato.
In base a queste premesse sembra logico e necessario introdurre un mercato duale dell’energia, separando
- energia rinnovabile (prezzo stabile)
- energia fossile (prezzo variabile)
Su questo fronte si discute sull’adozione di contratti a lungo termine PPA.
Un PPA (Power Purchase Agreement) è un contratto a lungo termine (fra 5-10 anni o ancora di più) per l’acquisto di energia rinnovabile tra un produttore e un consumatore (spesso un’azienda, o “off-taker”). Offre prezzi fissi, stabilità dei costi e sostenibilità, proteggendo dalla volatilità del mercato e promuovendo nuove infrastrutture verdi.
I punti chiave dei PPA riguardano le tipologie principali
- On-site:L’impianto è situato presso il sito del consumatore (es. pannelli sul tetto della fabbrica).
- Off-site:L’impianto è in una posizione diversa; l’energia viene consegnata tramite la rete elettrica.
- Fisici:Prevedono la consegna fisica dell’energia.
- Virtuali o Sintetici (VPPA):Sono di fatto contratti finanziari, in cui l’energia è venduta alla rete e le parti regolano la differenza di prezzo, utili per coprire i rischi.
I vantaggi principali sono
- Prezzo fisso e pianificabile:Protegge da fluttuazioni dei costi energetici.
- Sostenibilità (ESG):Aziende riducono le emissioni acquistando energia verde, migliorando la propria reputazione ambientale con vantaggi (accesso al credito più favorevole).
- Bancabilità:I produttori usano questi contratti a lungo termine per ottenere finanziamenti per nuovi impianti.
- Contesto:Molto usati da grandi aziende per l’approvvigionamento di energia verde in modo diretto e competitivo, spesso con l’obiettivo di raggiungere la neutralità carbonica.
Un’altra strada per uscire da questa situazione è quella di regolare il prezzo per le rinnovabili, indipendente dal gas, per favorire la stabilità per le imprese e stroncare la speculazione. Il FV per esempio potrebbe essere pagato a 70 €/MWh fisso.
Contemporaneamente agire sul gas con meccanismi anti – volatilità, come stabilire un prezzo massimo, un coordinamento europeo con acquisti centralizzati, norme per combattere la speculazione sul TTF.
Per le imprese energivore c’è la possibilità di contratti diretti con produttori rinnovabili (PPA), creare o entrare in comunità energetiche industriali, autoprodurre energia con le rinnovabili con impianti di accumulo per incrementare l’autoconsumo.
Per le aziende energivore che hanno consumi continui, cogenerazione a gas, fabbisogno termico ed elettrico risultano convenienti modelli ibridi, ovvero impianti fotovoltaici e di cogenerazione ottimizzata, accumulo termico, PPA condivisi.
La cogenerazione ottimizzata (spesso identificata come Cogenerazione ad Alto Rendimento – CAR) è la produzione simultanea e combinata di energia elettrica e calore utile a partire da una sola fonte primaria, progettata per massimizzare il recupero termico e minimizzare gli sprechi. Può superare il l’70% di efficienza complessiva, riducendo consumi, costi in bolletta ed emissioni di CO2
I PPA condivisi sono contratti a lungo termine per l’approvvigionamento di energia elettrica rinnovabile in cui più soggetti (aziende, comunità locali, condomini) acquistano insieme l’energia prodotta da un unico impianto rinnovabile.
Le comunità energetiche industriali favoriscono la produzione locale di energia e l’autoconsumo collettivo, nonché una riduzione di esposizione al gas (non l’eliminazione, ma una ottimizzazione).
Il mancato intervento su l’accoppiamento energia – gas, la mancata valorizzazione delle rinnovabili, la volatilità/speculazione comportano un rallentamento della transizione energetica, una perdita di competitività, aumento del rischio di chiusura delle aziende.
Concludendo, si tratta di applicare buon senso, logica, equità e giustizia al campo economico ed a quello specifico dell’energia e del gas.
Le crisi sono opportunità di crescita. Aumentare l’autonomia e la condivisione energetica fa bene all’economia, all’ambiente ed anche alla pace. Molti conflitti nascono per impossessarsi di combustibili fossili e materie prime. Entrare a far parte di comunità energetiche rinnovabili (CER) permette di accedere a benefici per 20 anni sullo scambio dei kWh prodotti a livello locale. Cittadini, aziende, istituzioni sono chiamate ad entrare nelle CER.
.

