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	<title>Marco Bresci &#8211; Marco Bresci &#8211; Ambiente, Etica e Cultura</title>
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	<description>Ambiente, Etica e Cultura</description>
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		<title>Guardare al passato per vedere il futuro</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Marco Bresci]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Jun 2026 22:42:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Crisi ed opportunità]]></category>
		<category><![CDATA[Economy]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In questo periodo in cui tutto cambia così velocemente ed in maniera così dirompente, sembra trionfare l’irrazionalità sui valori e sui principi universali. C’è speranza per il futuro dell’Umanità? Breve dissertazione per sostenere una tesi idealista su basi realistiche, che la storia è il palcoscenico di un processo organico, verso uno scopo, un obiettivo finale.&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h3><em>In questo periodo in cui tutto cambia così velocemente ed in maniera così dirompente, sembra trionfare l’irrazionalità sui valori e sui principi universali. </em></h3>
<h3><em>C’è speranza per il futuro dell’Umanità? </em></h3>
<h3><em>Breve dissertazione per sostenere una tesi idealista su basi realistiche, che la storia è il palcoscenico di un processo organico, verso</em><em> uno scopo, un obiettivo finale</em><em>.</em></h3>
<p>Se la storia è teleologica (dal greco <em>télos</em>, fine, e <em>lógos</em>, discorso) debbono esserci degli avvenimenti riconoscibili ed indicativi che c’è qualcosa sopra le nostre teste, di indipendente dalla nostra volontà, che nel tempo guida l’evoluzione umana verso delle mete secondo un programma prestabilito.</p>
<p>L’Umanità è qualcosa di vivo, per cui è naturale iniziare la ricerca dal mondo dei viventi.</p>
<p>La vita nel mondo biologico è considerata una proprietà con un insieme di caratteristiche: organizzazione cellulare, metabolismo, omeostasi, crescita, adattamento all&#8217;ambiente, risposta agli stimoli e capacità di riprodursi ed evolversi. Ci sono alcune fasi ineludibili. Per gli esseri umani si inizia con il concepimento, seguono i nove mesi della gestazione, la nascita, l’infanzia, la fanciullezza, l’adolescenza, la maturità. In quasi tutte le cellule umane è contenuta una copia completa del genoma umano. Ogni cellula con un nucleo possiede l&#8217;intero set di istruzioni genetiche (il DNA), anche se diverse cellule attivano o &#8220;leggono&#8221; solo parti specifiche per svolgere compiti diversi. Se ogni essere umano è un’unità vivente all’interno del sistema Umanità, quest’ultima dovrebbe percorrere uno sviluppo organico simile, con le caratteristiche tappe.</p>
<p>In quale fase potremmo collocare l’Umanità? Certamente non nella maturità, per tutto il trambusto che vediamo in questa epoca; nemmeno nell’infanzia, o nella fanciullezza, perché è finito il tempo dell’adorazione delle forze della natura, delle superstizioni, del lentissimo progresso scientifico e tecnologico. Andando per esclusione ci rimane solo quella dell’adolescenza.</p>
<p>Quali sono i segni caratteristici di un adolescente? Crescita rapida; perdita temporanea di identità; esplosione di energia e di ormoni; rifiuto di prescrizioni e divieti, di sottomissione a leggi, familiari, laiche o religiose; attrazione per il rischio, per la velocità, per la trasgressione; delirio di onnipotenza; rottura dei legami esistenti, inquietudine, cambiamenti repentini di umore e turbamenti. La sindrome adolescenziale si attaglia molto bene ai popoli ed all’Umanità di oggi, in quanto si ritrovano tutti questi sintomi nelle nazioni e nei popoli. Pertanto, se questa chiave di lettura è corretta e realistica, dopo l’adolescenza arriva la maturità. Di conseguenza c’è speranza per il futuro.</p>
<p>Se un fanciullo desiderasse opporsi alla crescita, se non volesse diventare “grande”, non sarebbe possibile, il programma biologico va avanti con regole ben precise, al di sopra del libero arbitrio, dei desideri e della coscienza. Analogamente ciò dovrebbe valere anche per l’Umanità. Se la teoria organicista è valida l’avvento della maturità è inevitabile, indipendente dalla volontà recalcitrante di tanti esseri umani e dei leader del mondo.</p>
<p>Le cellule umane lavorano per inconsapevolmente e involontariamente per il benessere dell’organismo, secondo le istruzioni del genoma umano. Anche gli esseri umani fanno parte di una comunità, sono unità viventi, ma il libero arbitrio viene troppo spesso inteso come poter fare tutto quello che si vuole, al sopra di regole e del rispetto degli altri.</p>
<p>Questo fa la differenza: le cellule, quando sono sane, fanno il loro lavoro prescritto come se fossero automi. L’essere umano, invece, potrebbe lavorare consapevolmente e volontariamente per la salute di tutto il sistema, semplicemente comprendendo che il benessere della parte dipende da quello dell’insieme e viceversa.</p>
<p>Finora l’uomo non è riuscito a vincere la propria grande battaglia interiore, a dominare se stesso. E questo si riflette all’esterno, nella storia. Ci sono stati dei periodi di tregua, di pace armata, di benessere, ma poi i conflitti riprendono più forti di prima, come se fossero dimenticate le lezioni passate ed i dolori della guerra.</p>
<p>È come se la natura predatoria emergesse e riuscisse sempre a prendere il sopravvento. Guerra ai popoli, alle nazioni, all’ambiente, ai territori, agli animali, alle foreste.</p>
<p>L’essere umano però non si accontenta, vorrebbe conquistare e sottomettere a suo piacimento anche tutto lo spazio attorno alla Terra, fin dove possibile. È già una realtà il sovraffollamento satellitare con la spazzatura spaziale. E l’obiettivo di medio – lungo termine è depredare le risorse di Pianeti, asteroidi e Lune vicini.</p>
<p>Il comportamento predatorio e di dominatore assoluto è incompatibile con l’equilibrio e l’ordine precostituito dell’universo, perché rischia di compromettere la missione dell’Astronave Terra, il cui equipaggio è costituito dall’Umanità, dagli animali e dalle piante. La sopravvivenza dell’Umanità è garantita solamente solo se si rispettano delle regole e delle precauzioni, esattamente come quando si è su una navicella o in una stazione spaziale. È un po’ quello che avviene nell’organismo quando alcune cellule che si ribellano e diventano tumorali.</p>
<p>La storia prende in esame le varie civiltà. Una civiltà nasce attraverso un lungo processo evolutivo, innescato da più fattori: nuove fonti o approvvigionamenti di energia, nuove conoscenze tecniche, agricole e industriali, diffusione della cultura. Lo sviluppo non è lineare, ci sono interruzioni, salti, conquiste, cadute, passi avanti e passi indietro. Si alternano periodi di evoluzione, di grande avanzamento, a fasi di crisi acute, regressione e conflitti. Una costante nello sviluppo delle civiltà è costituito finora da conflitti. Il periodo di massimo splendore ha una durata limitata, dopodiché inizia il declino più o meno lungo, più o meno drammatico.</p>
<p>Tutto ciò rappresenta esperienza, una formazione continua per l’organizzazione, per la gestione degli affari umani e per le istituzioni governative. È un processo di crisi e vittorie, si impara la lezione anche dagli errori.</p>
<p>Si può estrapolare una tendenza: c’è un filo conduttore, una lenta, ma costante tendenza verso forme di maggiore aggregazione, connessione, cooperazione e consapevolezza, con dei punti di convergenza evolutiva che segnano le pietre miliari del cammino collettivo.</p>
<p>Queste tappe evolutive, o punti di convergenza, sono stati raggiunti non per scelta spirituale, per amore perché «Siamo tutti fratelli…!», bensì dopo tante prove e tribolazioni, per convenienza, per sopravvivere. Ogni volta la scelta è: o ci unisce in un’entità più grande o si soccombe. Per ora non siamo mai tornati indietro nel processo. Si scopre una costante, una freccia evolutiva nell’ordine naturale, simile a quelle che si trovano nelle leggi biologiche.</p>
<p>Un esempio nel passaggio da tribù a villaggio la risorsa era la cacciagione. Per le tribù paleolitiche che vivevano di caccia e raccolta, questo modello funzionava finché la popolazione era relativamente bassa, i territori disponibili erano vasti, le risorse naturali riuscivano a rigenerarsi. Ma con l’aumento demografico e la pressione sulla fauna gli animali migravano o diminuivano, i gruppi umani si scontravano per i territori di caccia, cresceva l’insicurezza alimentare. La soluzione evolutiva di allora fu la rivoluzione agricola. Qualcuno, una minoranza, intuì che coltivare era più sicuro che cacciare, allevare animali riduceva l’incertezza sugli approvvigionamenti, insediarsi permetteva di accumulare il sovrappiù per periodi di scarsità produttiva, un inizio di pianificazione delle risorse. Nascono così i villaggi, la proprietà, le prime strutture comunitarie stabili.</p>
<p>È stato così anche per altri salti evolutivi. Raramente avvengono per pura scelta etica o per illuminazione condivisa; perlopiù emergono come risposta adattiva a crisi di sostenibilità del modello precedente. Quando una struttura sociale non riesce più a gestire risorse, sicurezza, complessità o popolazione per scarsità di risorse e per decadenza morale, nasce la necessità di una forma organizzativa superiore.</p>
<p>Un altro passaggio fu da villaggi a città. Ad un certo momento si manifestarono dei limiti organizzativi nella vita agricola. I villaggi agricoli colmarono le necessità alimentari, ma generarono anche nuovi problemi, come la gestione delle eccedenze, la necessità dell’irrigazione, la vulnerabilità per attacchi esterni, la necessità di aprire mercati con le prime forme di commercio, conflitti per le risorse – territori fertili coltivabili, acqua, bestiame da allevamento, vegetazione da frutto, legna da ardere. &#8211; La crescita demografica rese insufficiente l’organizzazione basata su clan familiari. La soluzione evolutiva fu il passaggio a città, come centro organizzativo, cuore pulsante del territorio. Le città permisero la diversificazione specializzazione del lavoro, una centralizzazione dell’amministrazione degli affari, un coordinamento nelle decisioni, l’alfabetizzazione sistematica con lo sviluppo della scrittura, la nascita di sistemi giuridici, lo sviluppo di mercati complessi. La città si formò come struttura sociale per gestire una complessità crescente dello sviluppo demografico e tecnologico.</p>
<p>Anche questa forma organizzativa dopo un certo tempo entrò in crisi: si manifestarono conflitti continui, corruzione e decadenza morale ed emerse la necessità di un coordinamento per tenere insieme più territori. Le singole città competevano per acqua, prodotti agroalimentari, commercio e terre fertili; erano vulnerabili militarmente; necessitavano infrastrutture più ampie. La soluzione evolutiva fu la città &#8211; stato. Nacquero istituzioni politiche più strutturate, la cittadinanza, opere di difesa ed eserciti organizzati, sistemi fiscali. La città &#8211; stato rappresentò un salto nell’identità collettiva, un’appartenenza civica e giuridica ad un sistema che abbraccia ampi territori.</p>
<p>Anche in questo caso, con il tempo, si manifestarono una nuova crisi per instabilità cronica, lotte intestine per il potere, corruzione, minacce e conflitti esterni, con una conseguente frammentazione regionale. Le città &#8211; stato si ritrovavano a combattere continuamente, interrompendo commerci, entrando in periodi di instabilità economica. Nel contempo le reti commerciali crescevano ed aumentavano migrazioni e scambi culturali. La soluzione evolutiva fu l’impero.</p>
<p>Gli imperi nacquero per unificare vaste regioni, stabilizzare rotte commerciali, standardizzare leggi, monete e infrastrutture. Roma ne è un esempio emblematico: l’impero come risposta alla micro geo politica mediterranea.</p>
<p>Poi, anche in questo caso, dopo lo splendore iniziarono le crisi, l’ingestibilità degli imperi, i contraccolpi per le richieste di limitazione del potere dei sovrani assoluti, con l’alfabetizzazione diffusa si genera la coscienza popolare con rivendicazione dei diritti e di autonomia di intere regioni. Gli imperi erano troppo vasti, culturalmente eterogenei, gerarchici e lenti. Grazie alla stampa, all’istruzione, alla rivoluzione industriale, alla nascita della borghesia si sviluppò l’idea di popolo, di identità nazionale, di autodeterminazione.</p>
<p>A questo punto nasceva lo Stato &#8211; nazione, per rispondere anche a esigenze amministrative industriali. In questa fase vi fu un avanzamento economico, culturale ed tecnologico senza precedenti, con una partecipazione politica più ampia. Ma anche questa volta, quando si perde di vista il benessere di tutti e si porta avanti l’interesse di pochi, mettendo da parte la giustizia ed il buon governo, emersero ancora una volta corruzione, decadenza nei comportamenti, caos e disordine.</p>
<p>La caduta di una civiltà è l’intreccio di scarsità di risorse, instabilità del sistema, caduta morale e di una non più saggia ed equa gestione degli affari pubblici.</p>
<p>Le istituzioni sono chiamate ad agire con la massima trasparenza, onestà, equità e giustizia per dare l’esempio alla cittadinanza. Se il potere viene inteso e ambito come accumulo di privilegi e non come servizio della cittadinanza e dei popoli, è inevitabile il crollo. Finché c’è stata una gestione saggia, oculata ed etica, ovvero portatrice di benefici per tutta la tribù, o il villaggio, o la città, o la città stato, o l’impero, lo stato nazione, ciò ha portato benessere, progresso, prosperità. Il declino ed il disfacimento hanno buon gioco quando interessi egoistici e di dominio smodato predominano su quelli della collettività.</p>
<p>È da tenere presente che anche l’etica e la morale sono soggette alla legge del cambiamento ed alle sempre nuove esigenze di una civiltà in continua evoluzione. Si può tuttavia assumere come principio generale che tutto ciò che favorisce la collettività nel suo complesso è morale, e quello che avvantaggia una sola sua parte, a scapito del resto del mondo, è immorale. La collettività è diversa per ogni fase evolutiva, si allarga sempre di più, fino ad abbracciare oggi tutto il Pianeta.</p>
<p>Adesso siamo nel bel mezzo di un’altra crisi, dovuta al culmine dell’anarchia delle nazioni. Ognuna pensa di poter fare quello che gli pare, senza tenere conto che le nazioni non possono gestire da sole problemi globali, mantenendo e destinando privilegi e risorse ad una sparuta minoranza, a scapito dei popoli. Le nazioni sono le membra di un’Umanità unica e indivisibile. Le condizioni dell’Umanità sono destinate a peggiorare finché non si stabilirà la priorità dell’unità del genere umano su qualsiasi interesse di sicurezza nazionale o di multinazionale o di privati.</p>
<p>Non sappiamo quanto durerà questa fase adolescenziale e fin dove ci porterà a livello distruttivo e disgregativo. Certo, guardando i giovani di oggi, si sa quando inizia l’adolescenza, ma non quando termina, e questo non fa sperare in un avvento della maturità in tempi brevi.</p>
<p>Sappiamo quanto sia difficile cambiare i comportamenti per un diverso tipo di organizzazione sociale. La fisica insegna che per un passaggio di stato, da solido a liquido o da liquido a vapore, occorre fornire energia. Nel mondo sociale vale una legge simile, occorrono fatica, sacrificio, iniziative personali; è necessario mettersi al servizio, fare scelte di coscienza anziché di convenienza, andare contro corrente, impegnarsi in strenui sforzi concertati. I salti in avanti non si compiono con la bacchetta magica, per congiunzioni astrali, per combinazioni favorevoli, per vincite sullo scacchiere mondiale con guerre condotte come se fossero videogame. Gli avanzamenti coinvolgono il piano dell’essere, una realtà umana più profonda.</p>
<p>Agire secondo coscienza significa seguire la propria bussola morale ed etica, guidati da valori profondi e dal senso del giusto, anche quando comporta sacrifici personali. È sperimentabile da chiunque come ciò generi pace, unità, ordine ed armonia. Al contrario, agire per convenienza vuol dire prendere decisioni basate sull&#8217;opportunismo, sul tornaconto personale o sul vantaggio pratico, anteponendo l&#8217;utile al principio. La distinzione si articola principalmente sull&#8217;integrità morale (il rispetto di sé e degli altri); nel secondo è l&#8217;utilitarismo &#8211; il raggiungimento di un obiettivo pratico -. Le scelte dettate dalla coscienza mirano alla coerenza interiore e possono richiedere coraggio. Quelle per convenienza cercano l&#8217;approvazione esterna, il successo o il vantaggio materiale. La coscienza si interroga su &#8220;cosa è giusto fare&#8221;. La convenienza si chiede &#8220;cosa mi conviene fare&#8221; o &#8220;cosa mi porta il miglior risultato&#8221;.</p>
<p>Speriamo di non dover arrivare a toccare il fondo, alla caduta completa ed irreversibile di tutto l’ordine esistente, per capire questa lezione, prima di poter iniziare un riallineamento con i valori ed i principi universali.</p>
<p>Se da un lato è palese che l’interdipendenza per le nazioni sia planetaria, che sia impossibile risolvere problemi che non hanno confini con le vecchie strutture nazionali, dall’altra si evidenzia la necessità di educare alla pace universale ed alla prosperità mondiale, di formare i decisori ad una governance mondiale, che sia onesta, equa, sostenibile, incarnazione di una leadership morale.</p>
<p>La crisi del sistema è radicalmente diversa dal passato, i problemi fondamentali sono globali ed è diffusa ovunque nel mondo. Le emergenze principali sono il riscaldamento globale antropico, l’estinzione di massa di specie animali e vegetali, le migrazioni di massa, l’economia finanziaria globale, il sopravvento dell’IA e della super IA, le armi nucleari, chimiche, batteriologiche e convenzionali, il rischio di carestia globale, etc.</p>
<p>Le nazioni non sono strutture nate per un mondo interconnesso e interdipendente, come quello di adesso, dove gli effetti di una qualsiasi crisi sistemica attraversa i confini e si riflette in tutto il mondo. La contraddizione è palese, siamo immersi in problemi globali e la governance è frammentata. Le istituzioni internazionali sono deboli e germinali, il diritto internazionale e nazionale vengono calpestati impunemente ovunque. Per certi aspetti vige la legge della giungla, dove le regole sono saltate e vince il più forte.</p>
<p>L’Umanità ha necessità di un nuovo paradigma, non più basato sulla competizione tra blocchi e gruppi di nazioni, per perseguire solo profitto, dominio o consenso elettorale, ma piuttosto sulla cooperazione universale. È in ballo la sopravvivenza, o si cambia o ci si estingue. La più alta istituzione mondiale, l’ONU, è paralizzata dal diritto di veto di 5 membri permanenti del Consiglio di Sicurezza, le potenze vincitrici del secondo conflitto mondiale. È evidente la necessità di una riforma strutturale adeguata ai tempi per poter guidare i popoli verso una prosperità universale.</p>
<p>La crisi rende inevitabile una nuova forma organizzativa, con un livello più ampio di integrazione. Come in passato le crisi sono state opportunità di crescita anche in questo caso la congiuntura diventa detonatore per una evoluzione collettiva, aprendo nuovi orizzonti. Mai, in passato, è stato chiesto all’intera Umanità di compiere un salto simile, dal locale al globale. Le crisi precedenti erano regionali, mentre quella attuale è planetaria. Per la prima volta il collasso può essere universale, ma anche la cooperazione può esserlo. Solamente una situazione così intricata, pericolosa, complessa, con oscillazioni e doglie insopportabili è in grado di farci migrare verso un cambiamento così radicale nella gestione degli affari umani. Veramente un punto di convergenza evolutiva dell’Umanità, imprescindibile ed inevitabile, dall’adolescenza alla maturità.</p>
<p>Molti studiosi e scienziati identificano circostanze che fanno pensare che il 2030 potrebbe essere un punto di convergenza per la fortissima pressione dei ben noti problemi, quasi fuori controllo, ed intrecciati tra loro. È una scadenza temporale fissata per la maggior parte degli obiettivi globali di sostenibilità, clima, economia, conflitti per le materie prime, sviluppo dell’IA.</p>
<p>A guardare bene, le crisi sono non sono la causa, ma l’effetto di uno stato parossistico, di allontanamento da valori e principi universali, oggi ancora più necessari ed indispensabili, rispetto al passato, per poter gestire con equilibrio e saggezza il grande potere tecnologico, industriale, informativo, militare, politico, economico, finanziario. Perché è cresciuto a dismisura tale potere nelle mani degli esseri umani, che mettono a rischio la loro stessa sopravvivenza.</p>
<p>Il punto di non ritorno potrebbe anche essere prima del 2030, o dopo, saranno gli storici del futuro che individueranno eventualmente una data cruciale, in coincidenza di eventi globali di portata epocale. Il tutto, come si è visto, fa parte di un processo che è iniziato nella notte dei tempi.</p>
<p>Una donna partoriente deve attraversare le doglie del parto, si concentra sul nascituro e non sulle doglie, e questo le dà la forza di andare avanti e di mettere al mondo una nuova vita.</p>
<p>Il processo sembra essere simile per l’Umanità, le doglie si intensificano, aumentano di intensità fino a quelle finali molto dolorose, per dare vita ad una nuova Umanità. In questo travaglio collettivo le doglie fanno parte dal processo distruttivo, divisivo, conflittuale che rimuove tutto quanto abbiamo realizzato in millenni di storia e che su un piano parallelo involontariamente collabora alle forze della vita, dell’unità, dell’integrazione, quelle costruttive già impegnate nell’azione sociale, culturale ed educativa. Esattamente come avviene nel processo biologico, con la nascita, la placenta che alimentava il feto, va rimossa, con il taglio del cordone ombelicale, altrimenti il feto morirebbe.</p>
<p>Se crolla la civiltà, per ricostruirla, potrebbero essere necessari due o tre secoli. Il passaggio dal culmine dell’anarchia delle nazioni ad una unità organica, universale, politica e giuridica del genere umano, non può avvenire improvvisamente, né soltanto attraverso trattati politici, nuovi patti tra le nazioni, una Costituzione della Terra per limitare il potere degli stati sovrani, dei marcati e delle multinazionali. Gli eventi forgiano il carattere dell’Umanità, ma occorre un immane processo educativo ed applicativo sul principio base dell’unità del genere umano.</p>
<p>Il vecchio ordine mondiale stia crollando irreversibilmente e con velocità sorprendente, ma il nuovo stenta ancora ad emergere, da una parte per il risorgere del nazionalismo, del razzismo e del sovranismo, dall’altra per la visione materialistica riduzionistica della vita.</p>
<p>Dopo le due grandi tragedie mondiali sono nate alcune istituzioni e strutture organizzative per una governance globale, ma sono rimaste allo stato germinale, non si sono sviluppate a sufficienza per garantire un passaggio decisivo ad un tipo di società che va oltre il conflitto, la separazione, la competizione esasperata, l’imposizione della forza, l’ingiustizia, il possesso di beni, materie prime e risorse.</p>
<p>Persiste da una parte il dogma della sovranità assoluta delle nazioni, e dall’altra si continua a considerare utopia l’unità del genere umano. L’Umanità è ancora un concetto ideale ed astratto, è semplicemente il numero degli abitanti viventi sulla Terra, senza nessun diritto, senza nessun riconoscimento, senza nessuna tutela complessiva, senza nessun progetto a beneficio della prosperità di tutti i popoli. Se è vero che il clima, l’economia, internet, l’IA, i trasporti sono globali è ancora un sogno concepire che le nazioni debbano cedere il diritto di dichiarare guerra, di armarsi, di impadronirsi e possedere materie prime e risorse, e di cedere anche alcuni diritti di tassazione, a beneficio dell’Umanità.</p>
<p>Possiamo però vedere come per certi aspetti il “corpo” Umanità si sia formato. Internet è il sistema nervoso dell’Umanità, le strade di comunicazione sono le arterie, le istituzioni sono gli organi. Nelle classi di tante scuole del mondo si vive già l’unità del genere umano. Ci sono bambini e fanciulli di razze diverse: essi crescono insieme, giocano, studiano, saranno amici per tutta la vita, non hanno il pregiudizio razziale. Questa sarà la generazione che porterà avanti la bandiera dell’unità nella diversità.</p>
<p>Per fare l’unità era necessario uno sviluppo tecnologico che consentisse facilità nei trasporti, nelle comunicazioni, nell’approvvigionamento e nell’estrazione di materie prime e nell’utilizzo di energia, nonché l’adozione di una lingua ausiliaria universale. Non sarebbe stato possibile concepire prima l’unità del genere umano, senza satelliti, PC, smartphone, navi, aerei, alfabetizzazione dei popoli, etc. E’ un segno importante che è questa l’epoca per fare l’unità.</p>
<p>La meta è un’unità organica, nel rispetto delle diversità, non l’uniformità. La storia ha conosciuto tanti tentativi di unificazione, ma non ancora uno integrativo ed inclusivo. Ciò richiederà la nascita e lo sviluppo di un corpo legislativo, di un corpo esecutivo e di un corpo giudiziario mondiali, per un coordinamento, non un super stato controllore, ma un’organizzazione internazionale al servizio di una comunità mondiale interdipendente.</p>
<p>Anche in questo caso è bene guardare la storia. Un esempio: <em>La lega delle Nazioni</em>, che si formò sulle ceneri della prima guerra mondiale, per prevenire ulteriori conflitti.</p>
<p>«I membri della Società delle Nazioni furono inizialmente gli Stati firmatari del trattato di Versailles del 1919, con l&#8217;esclusione della Germania e degli Stati Uniti. Lo statuto della Società delle Nazioni, la Convenzione della Società delle Nazioni, era stato infatti inserito nel trattato di Versailles del 1919 (articoli 1–26). Inizialmente furono 42 Stati i membri della Società delle Nazioni (gli Stati firmatari del trattato di Versailles del 1919 furono 44), 26 dei quali non europei. La Germania inizialmente non fu ammessa nella Società delle Nazioni perché ritenuta non meritevole di tale riconoscimento politico, nonché deficitaria di capacità diplomatiche essendo stata uno degli Stati responsabili dell&#8217;avvio della prima guerra mondiale. Gli Stati Uniti invece inizialmente non diventarono membro della Società delle Nazioni perché non ratificarono il trattato di Versailles del 1919. Nelle elezioni parlamentari del 1918 il Partito Repubblicano aveva infatti ottenuto la maggioranza al Senato, quindi il presidente democratico Thomas Woodrow Wilson non dispose dei voti necessari nel momento di ratificare il trattato da lui fortemente voluto nella parte inerente alla Società delle Nazioni. Anche in seguito gli Stati Uniti non diventarono un membro della Società delle Nazioni. Poteva infatti diventare membro della Società delle Nazioni qualunque Stato indipendente che avesse accettato gli obblighi dello statuto della Società delle Nazioni e che fosse ritenuto idoneo dall&#8217;Assemblea (l&#8217;ammissione di uno Stato nella Società delle Nazioni veniva votata dall&#8217;Assemblea). La Germania invece entrò nella Società delle Nazioni nel 1926, ma ne uscì nel 1933. Anche il Giappone, sempre nel 1933, e l&#8217;Italia, nel 1937, e il Spagna, nel 1939, uscirono dalla Società delle Nazioni. L&#8217;Italia e il Giappone uscirono per volontà propria in contrasto con la Società delle Nazioni relativamente ai loro interventi militari, rispettivamente in Etiopia e in Manciuria. Destabilizzata dalla guerra civile conclusasi nel 1921, inizialmente anche la Russia non entrò nella Società delle Nazioni. L&#8217;Unione Sovietica, nata nel 1922 dalle ceneri dell&#8217;Impero russo, fu ammessa solo nel 1934, in quanto il suo governo comunista preoccupava e intimoriva. Ad alimentare i timori contribuì sensibilmente l&#8217;eccidio della famiglia imperiale russa avvenuto nel 1918 e considerato dagli altri governanti un atto di inutile efferatezza. L&#8217;Unione Sovietica fu in seguito espulsa dalla Società delle Nazioni quando invase la Finlandia e occupò l&#8217;Estonia, la Lettonia e la Lituania nel 1939. Il periodo di massima espansione della Società delle Nazioni fu dal 28 settembre 1934 al 23 febbraio 1935, nel quale gli Stati membri furono 57.» [Fonte: Wikipedia, <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Societ%C3%A0_delle_Nazioni">La Società delle Nazioni</a>]</p>
<p>Anche la formazione della Società delle Nazioni è stata un processo, c’è chi entra, chi esce, chi non entra, chi rimane.</p>
<p>Non è stata in grado di disinnescare le tensioni e prevenire il secondo conflitto mondiale. Nel periodo che stiamo vivendo c’è un grande pericolo imminente, si vive una situazione simile, l’ONU non è in grado di prevenire un terzo conflitto mondiale. La caduta del diritto internazionale e di quello nazionale rendono il prossimo futuro estremamente incerto, con il moltiplicarsi dei conflitti, delle violazioni dei diritti umani.</p>
<p>È presumibile che il riconoscimento politico e giuridico dell’Umanità avrà un iter simile a quelli precedenti: ci saranno alcuni membri (nazioni) recalcitranti, qualcuno che si asterrà, qualcun altro che combatterà contro. E forse sarà necessario ricorrere alla forza di un corpo militare internazionale per far rispettare la legge ed il diritto internazionale per il bene dell’Umanità. Forza che però si faccia serva della giustizia, per non ricadere nel dominio, nell’unificazione anziché nella vera unità, di tutti.</p>
<p>Nel mondo della natura esiste il fenomeno dell’evoluzione convergente. La convergenza evolutiva è un fenomeno biologico in cui specie diverse, non strettamente imparentate tra loro, sviluppano in modo indipendente caratteristiche fisiche, fisiologiche o comportamentali simili. Questo processo avviene in risposta a pressioni ambientali analoghe o alla necessità di occupare nicchie ecologiche simili. La necessità di volare, di nuotare, di muoversi, di vedere, di nutrirsi ha determinato la formazione di ali, di pinne, di arti, di occhi, dentature, mandibole, etc. La natura riesce ad individuare delle soluzioni simili, a problemi comuni a specie diverse, per vivere e sopravvivere, ed a somigliarsi, pur avendo storie evolutive completamente distinte.</p>
<p>Il principio di evoluzione convergente per quale ragione non dovrebbe valere anche per gli esseri umani? La specie umana è una, le razze sono diverse, i tempi sono maturi per accettare e lavorare per un sistema federativo mondiale, con un obiettivo di lungo termine, generare un Commonwealth mondiale.</p>
<p>Ogni civiltà ha una radice religiosa che ha fornito l’energia creativa, una nuova visione, un nuovo paradigma su cui costruire un “nuovo mondo”. Il portatore di questa energia creativa, di avanzamento è sempre stato, direttamente o indirettamente, un Personaggio storico che viene riconosciuto come Fondatore di una Religione, Messaggero di Dio per l’epoca in cui si manifesta.</p>
<p>L’espansione su territori geografici di ogni civiltà si è finora imposta prevalentemente con la forza, la potenza militare &#8211; di terra, di mare e di cielo &#8211; e con il conflitto, piuttosto che con altre forze, meno appariscenti, ma altrettanto reali, come l’etica, l’equità, la giustizia, l’amore universale, la saggezza.</p>
<p>Una persona che beneficia di un atto di cortesia è stimolato a restituirlo. Colui che è vittima di un atto irrispettoso è spinto a ripeterlo. C’è un effetto di imitazione. L’esempio incide sui comportamenti. Le fedi religiose nei loro insegnamenti danno indicazioni sui comportamenti da tenere e su come costruire un modello di vita sociale.</p>
<p>Abramo ha portato il concetto di tribù. Mosè ha introdotto il concetto di popolo. Gesù ha insegnato la fratellanza universale. Maometto ha portato il modello di nazione, che non esisteva, e di un primo tentativo di forma teocratica, con al centro Dio e la legge del proprio testo sacro.</p>
<p>In epoca moderna, dal 1844, si è manifestato un nuovo apporto religioso, indipendente, con un nuovo paradigma: la fede bahá’í. È una fede universale, i suoi credenti credono nell’unicità di Dio, nell’unità delle religioni e nell’unità del genere umano. Il nuovo Messaggero di Dio è noto come Bahá’u’lláh. Questa nuova Rivelazione in segna che “La Terra è un solo Paese e l’Umanità i suoi cittadini”.</p>
<p><em>«L&#8217;unificazione dell&#8217;intera Umanità è il contrassegno dello stadio che la società umana sta ora per raggiungere. L&#8217;unità familiare, l&#8217;unità della tribù, della città-stato e della nazione sono state l&#8217;una dopo l&#8217;altra tentate e pienamente conseguite. L&#8217;unità del mondo è la mèta per la quale questa umanità afflitta sta lottando. Il periodo della fondazione delle nazioni è ormai terminato e sta giungendo al suo culmine l&#8217;anarchia inerente alle sovranità nazionali.</em></p>
<p><em>Questo mondo in crescita verso la maturità deve abbandonare un tale feticcio, riconoscere l&#8217;unicità e l&#8217;organicità delle relazioni umane e instaurare una volta per sempre il meccanismo che meglio potrà incarnare tale fondamentale principio della sua vita.»</em></p>
<p><em> </em><em>[Shoghi Effendi, 1936]</em></p>
<p>C’è una conferma anche dal processo della rivelazione divina che ci stiamo avvicinando ad un punto di convergenza evolutiva.</p>
<h3><strong>Conclusione</strong></h3>
<p>L&#8217;epoca attuale vede una straordinaria accelerazione del processo distruttivo, divisivo, conflittuale, predatorio, devastante. Il processo integrativo, costruttivo, universale, coscienzioso, accogliente, con obiettivo la prosperità globale è anch&#8217;esso all&#8217;opera, ma non è sotto i riflettori e non agisce in maniera plateale. Le grandi rivoluzioni di pensiero sono sempre state realizzate da minoranze, per cui non si deve precipitare nel pessimismo assoluto.</p>
<p>È vero che non si vogliono affrontare i problemi alla radice, pur sapendo che prevenire è meglio che curare, secondo la logica ed il buon senso. Ciò comporta un rapidissimo crollo della civiltà che turba le anime, rimesta le coscienze, rimuove vecchie credenze e pregiudizi.</p>
<p>Grazie a questa caduta l&#8217;Umanità si trova costretta a interrogarsi non solo sul proprio futuro, ma a conoscere e a riconoscere se stessa. Essa merita il riconoscimento dei propri diritti, primo fra tutti quello di esistere e di garantire ad ogni essere umano una qualità di vita accettabile.</p>
<p>Con una visione di questo tipo ci si schiera per la pace e per l’unità, e non più secondo la logica nefasta «o con gli aggressori o con gli aggrediti», che implica la guerra perpetua.</p>
<p>Il nazionalismo, il razzismo, il materialismo ostacolano l’emergere di una visione unitaria, comprensiva ed inclusiva, necessaria per affrontare le grandi emergenze planetarie.</p>
<p>D’altra parte è anche vero che gli esseri umani quando stanno bene vegetano; quando la vita si fa difficile sono più creativi, aguzzano l&#8217;ingegno, fanno scoperte importanti, si evolvono. Così come si dice solitamente «Non tutti i mali vengono per nuocere». È una delle massime più rassicuranti e vere che ci conforta. Significa che anche nelle situazioni più negative si nasconde l&#8217;opportunità di imparare qualcosa o di trovare soluzioni inaspettate.</p>
<p>Anche questi aspetti sono da tenere conto nell’analisi dell’evoluzione umana e del susseguirsi di civiltà, sempre più complesse e comprensive: si può avere fiducia per un futuro lontano che le cose si sistemeranno. Anche l’Umanità è destinata a diventare adulta, non si può evitare.</p>
<p>Scarica <a href="https://www.marcobresci.it/wp-content/uploads/2026/06/Guardare-al-passato-per-vedere-il-futuro.pdf">Guardare al passato per vedere il futuro</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Immagine di copertina: Foto di <a href="https://unsplash.com/it/@arvindtelkar?utm_source=unsplash&amp;utm_medium=referral&amp;utm_content=creditCopyText">Arvind Telkar</a> su <a href="https://unsplash.com/it/foto/montagna-coperta-di-neve-sotto-il-cielo-blu-durante-il-giorno-yCxZlLqb1yk?utm_source=unsplash&amp;utm_medium=referral&amp;utm_content=creditCopyText">Unsplash</a></p>
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		<title>Cercasi ricercatori zelanti, menti indagatrici, persone eque ed imparziali</title>
		<link>https://www.marcobresci.it/blog/cercasi-ricercatori-zelanti-menti-indagatrici-persone-eque-ed-imparziali/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marco Bresci]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Mar 2026 23:10:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Si avverte stupore, sconcerto, inquietudine, paura per il periodo storico che stiamo vivendo. Con straordinaria velocità un processo di cambiamento distruttivo rimuove senza pietà conquiste sociali pagate a caro prezzo, si calpestano il diritto internazionale ed i diritti umani, le istituzioni internazionali preposte alla pace o alla salvaguardia ambientale non vengono interpellate come se non&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Si avverte stupore, sconcerto, inquietudine, paura per il periodo storico che stiamo vivendo. Con straordinaria velocità un processo di cambiamento distruttivo rimuove senza pietà conquiste sociali pagate a caro prezzo, si calpestano il diritto internazionale ed i diritti umani, le istituzioni internazionali preposte alla pace o alla salvaguardia ambientale non vengono interpellate come se non esistessero e facendo finta che non esistano problemi ed emergenze.</p>
<p>Si dimentica la storia. Guerre e conflitti non si controllano, scappano di mano.</p>
<p>Quello che si fa all’ambiente viene restituito con gli interessi. In Oriente si dice:</p>
<p>«<em>Dio perdona, l’uomo qualche volta, la natura mai!</em>»</p>
<p>È una specie di ubriacatura collettiva, che richiederà molto tempo per smaltirla, ed i cui effetti violenti e devastanti promettono di sovvertire completamente l’ordine precostituito.</p>
<p>Ma dove sono i ricercatori zelanti e le menti indagatrici?</p>
<p>Dove sono finiti gli uomini equi e imparziali?</p>
<p>Quali cause hanno condotto a questa situazione?</p>
<p>Chi oggi può essere la leadership morale di riferimento nell’attuale fase di caos e disordine mondiale?</p>
<p>Ci sono tre grandi emergenze planetarie che stanno sovvertendo il progresso della civiltà: le guerre, il riscaldamento globale e lo sviluppo dell’IA senza essere allineato con i nobili valori umani (rispetto, solidarietà, sacralità della vita, etc.).</p>
<p>Fermare guerre e conflitti è il primo passo per salvare l’Umanità e l’ambiente. Pace e ambiente sono beni imprescindibili, collegati fra loro. Guerre e conflitti sono insostenibili non solo per le perdite umane ed i danni ambientali, ma anche per le devastazioni ambientali e l’inquinamento che l’Umanità dovrà affrontare.</p>
<p>La pace mondiale è un lento processo da “dentro” verso “fuori”. Al centro vi è l’uomo con i suoi comportamenti. Il rispetto del prossimo, la moderazione nei consumi, la libera e volontaria condivisione delle risorse, la fratellanza universale, la solidarietà, il superamento dei conflitti, sono principi universali irrinunciabili per lo sviluppo di una civiltà mondiale, pacifica, equa, ecosostenibile.</p>
<p>Il principio base irrinunciabile è l’unità del genere umano. È necessario il riconoscimento universale, politico e giuridico dell’Umanità.</p>
<p>Per una pace duratura occorre un Tribunale Internazionale per la risoluzione di divergenze fra le nazioni. Come fra persone non si fa più il duello per risolvere offese e si va da un giudice, analogamente si dovrà ricorrere ad una Corte super partes e non fare più guerre.</p>
<p>Il percorso verso una pace mondiale permanente ed il disarmo universale può iniziare pertanto dai ricercatori zelanti e dalle menti indagatrici per arrivare ai popoli.</p>
<p>I grandi progetti di riforestazione, recupero di habitat devastati, disinquinamento, creazione di demani planetari per la protezione delle risorse naturali potranno essere attuati solamente se si riesce a fermare divisioni, genocidi, guerre e conflitti.</p>
<p>Questo è il momento di cercare di ricostruire le basi di una società con principi di etica universale, con scelte di coscienza, anziché di convenienza, valutando quelle che possano dare frutti di pace e unità, vantaggi per tutti, secondo criteri di equità e giustizia.</p>
<p>Certo, questo vuol dire cambiare rotta, andare controcorrente, lottare, sacrificarsi, eppure non sembrano esserci alternative se non si vuole affondare. Siamo tutti sulla stessa barca, o ci salva tutti o non ci si salva.</p>
<p>La medicina per l’Umanità malata e divisa, di questa epoca, è l’unione di tutti i popoli in una Causa comune ed una fede universale.</p>
<p>Per fede oggi si intende conoscenza consapevole – che è molto diverso dal semplice credere – e pratica di buone azioni.</p>
<p>Un’educazione ad una visione universale, inclusiva, olistica potrà dare vita ad una generazione più sana.</p>
<p>C&#8217;è la luce in fondo al tunnel nel quale siamo entrati, ma va cercata.</p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-37980" src="https://www.marcobresci.it/wp-content/uploads/2026/03/Diapositiva57.jpg" alt="" width="960" height="720" srcset="https://www.marcobresci.it/wp-content/uploads/2026/03/Diapositiva57.jpg 960w, https://www.marcobresci.it/wp-content/uploads/2026/03/Diapositiva57-300x225.jpg 300w, https://www.marcobresci.it/wp-content/uploads/2026/03/Diapositiva57-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 960px) 100vw, 960px" /></p>
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		<title>Oggi privati e imprese non pagano l’energia per quanto costa produrla, ma per quanto costa il gas. Questo è il vero problema da correggere</title>
		<link>https://www.marcobresci.it/blog/oggi-privati-e-imprese-non-pagano-lenergia-per-quanto-costa-produrla-ma-per-quanto-costa-il-gas-questo-e-il-vero-problema-da-correggere/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marco Bresci]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Mar 2026 22:42:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il panorama attuale è veramente triste: per i giovani il futuro è incerto, per gli imprenditori ci sono grandi difficoltà per i dazi, per il rialzo dei costi delle materie prime, per l’incertezza sugli approvvigionamenti, per la crescita dei costi dell’energia e del gas. Il sistema produttivo italiano è in grande sofferenza e tutto il&#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.marcobresci.it/blog/oggi-privati-e-imprese-non-pagano-lenergia-per-quanto-costa-produrla-ma-per-quanto-costa-il-gas-questo-e-il-vero-problema-da-correggere/">Oggi privati e imprese non pagano l’energia per quanto costa produrla, ma per quanto costa il gas. Questo è il vero problema da correggere</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.marcobresci.it">Marco Bresci - Ambiente, Etica e Cultura</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il panorama attuale è veramente triste: per i giovani il futuro è incerto, per gli imprenditori ci sono grandi difficoltà per i dazi, per il rialzo dei costi delle materie prime, per l’incertezza sugli approvvigionamenti, per la crescita dei costi dell’energia e del gas.</p>
<p>Il sistema produttivo italiano è in grande sofferenza e tutto il sistema è coinvolto in una crisi generazionale.</p>
<p>Si può fare qualcosa per migliorare la situazione? Facciamo prima un’analisi.</p>
<p>Il sistema energetico europeo ha <strong>meccanismi di formazione del prezzo</strong> che stanno trasferendo sul sistema produttivo e sui privati costi che non riflettono quelli reali di produzione, soprattutto per le rinnovabili.</p>
<p>Oggi il mercato elettrico funziona con il principio del <strong>prezzo marginale</strong>. Significa che il prezzo dell&#8217;elettricità non è fissato dalla media dei costi di produzione, ma dal costo della fonte più costosa che è necessario accendere, in genere quella delle centrali a gas, per soddisfare la domanda in un determinato momento,</p>
<p>Schematicamente funziona così.</p>
<p>Sul mercato elettrico, le centrali entrano in funzione in ordine di convenienza economica, partendo da quelle con il costo di produzione più basso:</p>
<ul>
<li><strong>Rinnovabili</strong>(eolico, solare, idroelettrico): hanno costi di produzione quasi nulli (il vento e il Sole sono gratuiti).</li>
<li><strong>Nucleare e Carbone</strong>: hanno costi intermedi.</li>
<li><strong>Centrali a Gas</strong>: sono generalmente le più costose da far funzionare (hanno costi &#8220;marginali&#8221; alti, legati al prezzo della materia prima, il gas.</li>
</ul>
<p><strong>L&#8217;ultima centrale (La &#8220;Marginale&#8221;)</strong></p>
<p>Se la domanda di energia è alta e non può essere coperta solo da rinnovabili, nucleare o carbone, è necessario accendere le centrali a gas.</p>
<ul>
<li><strong>Il prezzo marginale</strong>: L&#8217;ultima centrale, generalmente a gas, che viene attivata, chiamata appunto &#8220;centrale marginale&#8221;, determina il prezzo di scambio dell&#8217;energia per quell&#8217;ora.</li>
<li><strong>Prezzo unico</strong>: Questo prezzo alto, dettato dal gas, viene pagato a tutti produttori, anche a quelli che hanno prodotto energia a basso costo (fotovoltaico, eolico, idrico).</li>
</ul>
<p>Il gas è considerato una tecnologia di &#8220;punta&#8221;, flessibile. Quando la domanda di energia è alta, le centrali a gas sono le uniche in grado di accendersi rapidamente per colmare il divario. Se il prezzo del gas sale, anche artificialmente, per semplice speculazione, il costo marginale di queste centrali aumenta, alzando il prezzo per l&#8217;intera borsa elettrica in maniera iniqua e irrazionale facendo riversare il costo su cittadini e imprese.</p>
<p><strong> </strong>Questa soluzione formalmente è stata adottata per incentivare l&#8217;efficienza e per permettere alle centrali più costose, ancora necessarie per la stabilità, di coprire i costi operativi.</p>
<p>Questo meccanismo implica che, finché il gas è necessario per coprire la domanda, il prezzo del gas influenza direttamente le bollette elettriche, indipendentemente dalla percentuale di energia rinnovabile prodotta.</p>
<p>L’ultima centrale necessaria, spesso <strong>a gas,</strong> determina quindi il prezzo per tutti, anche per chi produce a <strong>costo quasi zero (tramite FV, eolico, idroelettrico)</strong> viene pagato come se utilizzasse il gas naturale, a prezzi gonfiati.</p>
<p>È evidente che in questo modo energia e gas sono artificiosamente accoppiati, quando il gas è volatile per la geopolitica e le speculazioni in Borsa: è sufficiente una dichiarazione falsa per far alzare o abbassare il costo.</p>
<p>Oggi la speculazione è perfettamente legale, ma completamente immorale. Per quanto tempo ancora si potrà andare avanti impunemente, in questo modo iniquo, danneggiando cittadini e imprese?</p>
<p>Se si vuole agire onestamente occorre imporre una differenziazione per le rinnovabili. Attualmente il fotovoltaico ha un costo reale attorno a 50 &#8211; 80,00 euro/MWh, ma viene alzato ad un costo di mercato attorno a 120 &#8211; 200,00 euro/MWh, che origina un marginale, extracosti ed extraprofitti (rendita inframarginale).</p>
<p>Il <strong>TTF (Title Transfer Facility) </strong>è il principale punto di scambio virtuale per il gas naturale in Europa, situato nei Paesi Bassi. Rappresenta il mercato di riferimento all&#8217;ingrosso dove si determina il prezzo del gas, influenzando fortemente le bollette in Italia e in Europa, espresso solitamente in €/MWh.</p>
<p>Il TTF è finanziarizzato, reagisce alle aspettative, ai flussi finanziari, non solo al rapporto domanda/offerta reale. Questo comporta forte volatilità, con picchi artificiali, e ripercussioni su l’intero mercato dell’energia.</p>
<p>Gli extracosti e gli extraprofitti danneggiano la transizione energetica. L’auto elettrica è conveniente solo se l’energia costa poco e se proviene da fonti rinnovabili, tanto per fare un esempio.</p>
<p>Se il costo della ricarica pubblica oscilla fra 0,50 &#8211; 0,80 euro/kWh allora il costo al chilometro è pari o superiore al diesel e quindi la transizione energetica non è più economicamente conveniente, perdendo credibilità e mercato.</p>
<p>In base a queste premesse sembra logico e necessario introdurre un mercato duale dell’energia, separando</p>
<ul>
<li><strong>energia rinnovabile (prezzo stabile)</strong></li>
<li><strong>energia fossile (prezzo variabile)</strong></li>
</ul>
<p>Su questo fronte si discute sull’adozione di contratti a lungo termine PPA.</p>
<p>Un <strong>PPA (Power Purchase Agreement) </strong>è un contratto a lungo termine (fra 5-10 anni o ancora di più) per l&#8217;acquisto di energia rinnovabile tra un produttore e un consumatore (spesso un&#8217;azienda, o &#8220;off-taker&#8221;). Offre prezzi fissi, stabilità dei costi e sostenibilità, proteggendo dalla volatilità del mercato e promuovendo nuove infrastrutture verdi.</p>
<p>I punti chiave dei PPA riguardano le tipologie principali</p>
<ul>
<li><strong>On-site:</strong>L&#8217;impianto è situato presso il sito del consumatore (es. pannelli sul tetto della fabbrica).</li>
<li><strong>Off-site:</strong>L&#8217;impianto è in una posizione diversa; l&#8217;energia viene consegnata tramite la rete elettrica.</li>
<li><strong>Fisici:</strong>Prevedono la consegna fisica dell&#8217;energia.</li>
<li><strong>Virtuali o Sintetici (VPPA):</strong>Sono di fatto contratti finanziari, in cui l&#8217;energia è venduta alla rete e le parti regolano la differenza di prezzo, utili per coprire i rischi.</li>
</ul>
<p>I vantaggi principali sono</p>
<ul>
<li><strong>Prezzo fisso e pianificabile:</strong>Protegge da fluttuazioni dei costi energetici.</li>
<li><strong>Sostenibilità (ESG):</strong>Aziende riducono le emissioni acquistando energia verde, migliorando la propria reputazione ambientale con vantaggi (accesso al credito più favorevole).</li>
<li><strong>Bancabilità:</strong>I produttori usano questi contratti a lungo termine per ottenere finanziamenti per nuovi impianti.</li>
</ul>
<ul>
<li><strong>Contesto:</strong>Molto usati da grandi aziende per l&#8217;approvvigionamento di energia verde in modo diretto e competitivo, spesso con l&#8217;obiettivo di raggiungere la neutralità carbonica.</li>
</ul>
<p>Un’altra strada per uscire da questa situazione è quella di regolare il prezzo per le rinnovabili, indipendente dal gas, per favorire la stabilità per le imprese e stroncare la speculazione. Il FV per esempio potrebbe essere pagato a <strong>70 €/MWh fisso.</strong></p>
<p>Contemporaneamente agire sul gas con meccanismi anti – volatilità, come stabilire un prezzo massimo, un coordinamento europeo con acquisti centralizzati, norme per combattere la speculazione sul TTF.</p>
<p>Per le imprese energivore c’è la possibilità di contratti diretti con produttori rinnovabili (PPA), creare o entrare in comunità energetiche industriali, autoprodurre energia con le rinnovabili con impianti di accumulo per incrementare l’autoconsumo.</p>
<p>Per le aziende energivore che hanno consumi continui, cogenerazione a gas, fabbisogno termico ed elettrico risultano convenienti modelli ibridi, ovvero <strong>impianti fotovoltaici e di cogenerazione ottimizzata, accumulo termico, PPA condivisi.</strong></p>
<p><strong>La cogenerazione ottimizzata</strong> (spesso identificata come Cogenerazione ad Alto Rendimento &#8211; CAR) è la produzione simultanea e combinata di energia elettrica e calore utile a partire da una sola fonte primaria, progettata per massimizzare il recupero termico e minimizzare gli sprechi. Può superare il l&#8217;70% di efficienza complessiva, riducendo consumi, costi in bolletta ed emissioni di CO<sub>2</sub></p>
<p>I <strong>PPA condivisi</strong> sono contratti a lungo termine per l&#8217;approvvigionamento di energia elettrica rinnovabile in cui <strong data-sfc-root="c" data-sfc-cb="" data-processed="true">più soggetti (aziende, comunità locali, condomini) acquistano insieme l&#8217;energia</strong> <strong>prodotta da un unico impianto rinnovabile.<span aria-hidden="true" data-processed="true"> </span></strong></p>
<p>Le comunità energetiche industriali favoriscono la produzione locale di energia e l’autoconsumo collettivo, nonché una riduzione di esposizione al gas (non l’eliminazione, ma una ottimizzazione).</p>
<p>Il mancato intervento su l’accoppiamento energia – gas, la mancata valorizzazione delle rinnovabili, la volatilità/speculazione comportano un rallentamento della transizione energetica, una perdita di competitività, aumento del rischio di chiusura delle aziende.</p>
<p>Concludendo, si tratta di applicare buon senso, logica, equità e giustizia al campo economico ed a quello specifico dell’energia e del gas.</p>
<p>Le crisi sono opportunità di crescita. Aumentare l’autonomia e la condivisione energetica fa bene all’economia, all’ambiente ed anche alla pace. Molti conflitti nascono per impossessarsi di combustibili fossili e materie prime. Entrare a far parte di comunità energetiche rinnovabili (CER) permette di accedere a benefici per 20 anni  sullo scambio dei kWh prodotti a livello locale. Cittadini, aziende, istituzioni sono chiamate ad entrare nelle CER.</p>
<p>.</p>
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		<title>RISPARMIARE SUI COSTI DELL’ENERGIA ED AIUTARE L’AMBIENTE</title>
		<link>https://www.marcobresci.it/blog/risparmiare-sui-costi-dellenergia-ed-aiutare-lambiente/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marco Bresci]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Jun 2025 09:06:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Contributo del PNRR per le CER, inizia il conto alla rovescia Non abbiamo la sfera di cristallo per leggere il futuro, ma sicuramente ci attende un periodo difficile a livello economico, sociale, politico ed ambientale. È pure vero che le crisi sono opportunità di crescita. La necessità di ridurre le emissioni dei gas serra e&#8230;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2><strong>Contributo del PNRR per le CER, inizia il conto alla rovescia</strong></h2>
<p>Non abbiamo la sfera di cristallo per leggere il futuro, ma sicuramente ci attende un periodo difficile a livello economico, sociale, politico ed ambientale.</p>
<p>È pure vero che le crisi sono opportunità di crescita. La necessità di ridurre le emissioni dei gas serra e l’incertezza sui costi e sugli approvvigionamenti dell’energia ci spingono sempre più verso le fonti rinnovabili. Nel tempo questa scelta si rivelerà vincente.</p>
<p>Un impianto fotovoltaico è la miglior forma di investimento che si ripaga da sé per un’azienda che consuma energia.</p>
<p>Se ci sono incentivi e/o contributi, è più breve il tempo di ritorno dell’investimento.</p>
<p>Per i Comuni piccoli, con popolazione inferiore a 5.000 abitanti, c&#8217;è un contributo a fondo perduto del 40% (PNRR) per nuovi impianti fotovoltaici o per potenziamento di impianti esistenti.</p>
<p>La domanda da inoltrare al GSE scadrà il 30 novembre 2025.</p>
<p>Il Ministro del MASE Gilberto Pichetto Fratin ha recentemente firmato un Decreto Ministeriale per estendere la richiesta del contributo a fondo da parte di tutti coloro che risiedono in Comuni con popolazione fino a 50.000 abitanti. Tutto ciò proprio per favorire lo sviluppo delle CER e la produzione di energia con le rinnovabili.</p>
<p>La Corte dei Conti entro 30 giorni dalla firma del Decreto lo esaminerà per l’approvazione e la pubblicazione definitiva (entro il mese di giugno).</p>
<p>La procedura per la richiesta del contributo del PNRR ha necessità dei seguenti passaggi:</p>
<p>&nbsp;</p>
<hr />
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Primo passo</em></p>
<p>Adesione ad una Comunità energetica rinnovabile (CER) attiva sul proprio territorio e riconosciuta dal Gestore dei Servizi Energetici (GSE).</p>
<p><em>Secondo passo.</em></p>
<p>Presentazione da parte di una società che lavora sull’efficientamento energetico di una proposta per un impianto fotovoltaico sulla base dei consumi effettivi negli ultimi 12 mesi. Sottoscrizione dell’offerta con versamento di un acconto.</p>
<p><em>Terzo passo</em></p>
<p>Sopralluogo tecnico (entro pochi giorni dalla sottoscrizione del contratto) per le verifiche ai fini della presentazione del progetto ad ENEL e poi al GSE.</p>
<p><em>Quarto passo </em></p>
<p>La società si attiva per la richiesta di allacciamento all’impianto fotovoltaico con ENEL (circa 30 giorni).</p>
<p><em>Quinto passo</em></p>
<p>Una volta avuto il preventivo di connessione dall’ENEL dell’impianto progettato, tramite il portale GSE viene inoltrata la richiesta di accesso al contributo. Il GSE nell’arco di circa 60 giorni risponde per confermare ed assegnare il codice identificativo (CIG) da apporre in tutte le fatture.</p>
<p>Le domande devono pervenire al GSE entro il 30 novembre 2025.</p>
<p><em>Sesto passo</em></p>
<p>Realizzazione dell’impianto fotovoltaico entro il 31 dicembre 2026.</p>
<p>&nbsp;</p>
<hr />
<p>&nbsp;</p>
<p>È pertanto iniziato il conto alla rovescia per l’accesso al contributo a fondo perduto. Si deve tenere conto della pausa estiva che rallenta l’espletamento delle pratiche e del grande numero di domande che si prevede arriveranno per avere alzato la soglia da 5.000 a 50.000 abitanti.</p>
<p>Ne consegue che occorre iniziare subito le pratiche, perché i rischi sono duplici:</p>
<p>&nbsp;</p>
<hr />
<p>&#8211; i tempi potrebbero non essere sufficienti per lo svolgimento di tutte le pratiche entro il 30 novembre 2025;</p>
<p>&#8211; il fondo del PNRR di 2,2 miliardi potrebbe esaurirsi per il sopraggiungere di un gran numero di richieste dai vari Comuni d’Italia con il nuovo Decreto Ministeriale del MASE sulle CER.</p>
<p>&nbsp;</p>
<hr />
<p>&nbsp;</p>
<p>Per un’azienda la scelta di appartenere ad una CER è importante anche dal punto di vista del marketing e della comunicazione, perché un numero crescente di persone è orientato verso la green economy.</p>
<p>Il fotovoltaico è una scelta verso una parziale autosufficienza ed indipendenza dalle oscillazioni sui costi e dalle incertezze sugli approvvigionamenti dell&#8217;energia.</p>
<p>L’Italia deve importare sia energia che materie prime e ciò è a scapito della competizione.</p>
<p>Sull’energia si può intervenire.</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-27173" src="https://www.marcobresci.it/wp-content/uploads/2025/06/competitivita-rid.png" alt="" width="700" height="467" srcset="https://www.marcobresci.it/wp-content/uploads/2025/06/competitivita-rid.png 700w, https://www.marcobresci.it/wp-content/uploads/2025/06/competitivita-rid-300x200.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<p>Orientarsi verso l’economia circolare, verso le fonti rinnovabili e verso scelte condivise significa essere più competitivi sul mercato internazionale.</p>
<p>Per le imprese che non hanno compiuto la transizione ecologica sarà sempre più difficile accedere al credito a condizioni favorevoli.</p>
<p>Per i privati ci sono più possibilità. Per coloro che risiedono in Comuni sotto 50.000 abitanti possono fare richiesta del contributo del PNRR.</p>
<p>I residenti in Comuni con più di 50.000 abitanti possono ricorrere alla detrazione fiscale IRPEF del 50% (in 10 anni) sul costo sostenuto per impianti fotovoltaici e di accumulo, con un limite massimo di spesa di 96.000 euro.</p>
<p>A tutto ciò si aggiungono gli incentivi per 20 anni per lo scambio di energia fra i membri di una CER.</p>
<p>Se le comunità energetiche si svilupperanno come si deve si prospettano altri benefici per il territorio di appartenenza e per i membri partecipanti. Oggi si inizia a condividere l’energia prodotta a chilometro zero da fonti rinnovabili (autoconsumo collettivo), ma un domani si potranno condividere anche la raccolta di acqua piovana, i prodotti agricoli di orti comunitari, alcuni servizi sociali per anziani e fasce bisognose.</p>
<p><img decoding="async" class="wp-image-27174 aligncenter" src="https://www.marcobresci.it/wp-content/uploads/2025/06/piu-collaborazione.png" alt="" width="419" height="629" srcset="https://www.marcobresci.it/wp-content/uploads/2025/06/piu-collaborazione.png 1024w, https://www.marcobresci.it/wp-content/uploads/2025/06/piu-collaborazione-200x300.png 200w, https://www.marcobresci.it/wp-content/uploads/2025/06/piu-collaborazione-683x1024.png 683w, https://www.marcobresci.it/wp-content/uploads/2025/06/piu-collaborazione-768x1152.png 768w" sizes="(max-width: 419px) 100vw, 419px" /></p>
<p>Le CER sono uno dei pochi strumenti che abbiamo per fare del bene al territorio e per migliorare la qualità dei rapporti tra le persone. È risaputo che l’unione fa la forza, specie in tempi così difficili come quelli attuali. La resilienza è maggiore là dove ci sono rapporti di buon vicinato.</p>
<p>In fin dei conti siamo tutti sulla stessa barca, o ci si salva tutti o non ci si salva.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-27175 aligncenter" src="https://www.marcobresci.it/wp-content/uploads/2025/06/stessa-barca.png" alt="" width="427" height="427" srcset="https://www.marcobresci.it/wp-content/uploads/2025/06/stessa-barca.png 1024w, https://www.marcobresci.it/wp-content/uploads/2025/06/stessa-barca-300x300.png 300w, https://www.marcobresci.it/wp-content/uploads/2025/06/stessa-barca-150x150.png 150w, https://www.marcobresci.it/wp-content/uploads/2025/06/stessa-barca-768x768.png 768w" sizes="(max-width: 427px) 100vw, 427px" /></p>
<p>Ing. Marco Bresci – <a href="http://www.marcobresci.it">www.marcobresci.it</a> – <a href="http://www.orizzontegreen.it">www.orizzontegreen.it</a> – <a href="http://www.cercittadeifiori.it">www.cercittadeifiori.it</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.marcobresci.it/blog/risparmiare-sui-costi-dellenergia-ed-aiutare-lambiente/">RISPARMIARE SUI COSTI DELL’ENERGIA ED AIUTARE L’AMBIENTE</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.marcobresci.it">Marco Bresci - Ambiente, Etica e Cultura</a>.</p>
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		<title>Salvaguardare alberi e foreste, un impegno per il futuro della Terra</title>
		<link>https://www.marcobresci.it/blog/salvaguardare-alberi-e-foreste/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marco Bresci]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 May 2025 09:52:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Terra è un’astronave che viaggia nello spazio. L’equipaggio è costituito da tutti gli esseri viventi: uomini, animali e piante. Il professore Stefano Mancuso racconta che negli ultimi 70 anni sono morti la metà degli animali che popolavano la Terra. Negli ultimi due secoli sono state abbattute foreste primarie per un’area equivalente a due volte&#8230;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La Terra è un’<a href="https://www.marcobresci.it/astronave-terra/">astronave</a> che viaggia nello spazio. L’equipaggio è costituito da tutti gli esseri viventi: uomini, animali e piante.</p>
<p>Il professore <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Stefano_Mancuso">Stefano Mancuso</a> racconta che negli ultimi 70 anni sono morti la metà degli animali che popolavano la Terra.</p>
<p>Negli ultimi due secoli sono state abbattute foreste primarie per un’area equivalente a due volte gli Stati Uniti. Si possono ascoltare le sue parole nel video del suo intervento ai Dialoghi a Pistoia a maggio 2024 su YouTube: Stefano Mancuso &#8211; <a href="https://www.youtube.com/watch?v=hLhr1xNs1xE&amp;ab_channel=DialoghidiPistoia">Una specie senza limiti: come fare a non mangiarsi la Terra</a>.</p>
<p>Sappiamo bene che la perdita di una foresta significa perdita anche di tante specie animali, perché tutto è connesso ed interdipendente. Le attività umane sono la causa diretta dei grandi cambiamenti a cui stiamo assistendo.</p>
<p>Tutto il Pianeta vivente soffre di <em>sindrome da stress globale</em>.</p>
<p>Gli alberi sono amici silenziosi dell’uomo, ci forniscono ossigeno, raffrescamento nei periodi caldi, salute e benessere. Ognuno può sperimentare come camminare in montagna o nella natura sia terapeutico. È come se ci si connettesse senza sforzo con la natura che ci allontana ansia, pensieri e preoccupazioni.</p>
<p>Andando in giro si scopre che molti alberi stanno soffrendo ed in numero sempre maggiore muoiono. Le cause sono diverse.</p>
<p>&#8211; Incendi sempre più frequenti;</p>
<p>&#8211; il riscaldamento globale che determina i cambiamenti climatici che stressano la vegetazione: le stagioni non sono più regolari; carenza di acqua ricorrente; non viene più l’inverno con temperature rigide che contrastavano il diffondersi di parassiti;</p>
<p>&#8211; l’inquinamento dell’aria, del suolo e delle acque; piogge acide; funghi che attaccano le cortecce.</p>
<p>Sulle coste c’è anche il problema delle infiltrazioni di acqua salata nelle falde per l’innalzamento dei livelli degli oceani a causa del riscaldamento globale. Nei periodi di grande siccità le acque salate possono risalire alvei dei fiumi. Tale fenomeno, rilevante anche per il fiume Po, viene chiamato cuneo salino. Esso sta causando gravi problemi, mettendo a rischio l&#8217;irrigazione e la qualità dell&#8217;acqua dolce, oltre a danneggiare le coltivazioni e le superfici alberate. Nel 2022 <a href="https://www.tgcom24.mediaset.it/e-planet/risalita-del-cuneo-salino-il-mare-e-entrato-nel-po-per-30-km_51949841-202202k.shtml">il cuneo risalì di 30 chilometri</a> sul fiume Po.</p>
<p>Un albero stressato dai cambiamenti climatici è più facilmente attaccabile da funghi e parassiti.</p>
<p>Gli alberi possono soffrire contemporaneamente di più fattori contemporaneamente, come il caldo eccessivo e prolungato, la mancanza di acqua, la presenza di parassiti e malattie, la degradazione del terreno, eventi climatici estremi e violenti come tempeste, inondazioni, fulmini e incendi.</p>
<p>Anche se gli alberi non hanno un sistema nervoso come gli animali, possono reagire agli stimoli esterni attraverso meccanismi chimici e fisici.</p>
<p>Le piante percepiscono la mancanza di acqua, il calore eccessivo, la presenza di agenti patogeni e altri stimoli che possono causare stress e danneggiare le loro cellule.</p>
<p>Nelle città sono evidenti le difficoltà di sopravvivenza per molte specie arboree tradizionali per i motivi citati. A questi si aggiungono l’eccessiva urbanizzazione, l’arrivo di nuovi parassiti introdotti involontariamente con il commercio globale delle merci. Le specie che soffrono di più sono cedri del Libano, platani, ippocastani, aceri platanoides ed altri.</p>
<p>Nelle città gli alberi non gradiscono il traffico, la compattazione del suolo con la smisurata crescita di superfici cementificate e asfaltate, le potature aggressive ripetute. Tutto costituisce stress urbano per le piante.</p>
<p>Il terreno ha bisogno di respirare e di raccogliere acqua piovana. Le lottizzazioni che hanno preso il sopravvento nelle periferie delle città non si conciliano con la necessità della natura di avere i propri spazi e di mantenere terreni fertili coltivabili. Le radici degli alberi non trovano terreno sufficiente per il loro pieno sviluppo. Anche in progetti di riqualificazione urbane di strada e piazze si assiste a volta a piantumazioni di alberi confinati in piccoli spazi architettonici in mezzo a tanto cemento ed asfalto. In Italia si è costruito troppo a fronte di una popolazione che decresce. Occorre privilegiare progetti di recupero piuttosto che procedere a nuove lottizzazioni con consumo di prezioso territorio. Dovrebbe essere adottato <em>il principio della moderazione</em>. Ogni cosa spinta all’accesso si rivela causa di malanni. Ciò vale anche per l’uso della tecnologia.</p>
<p>Pure in montagna c’è sofferenza per alcune specie. Colpi di vento improvvisi e violenti fanno stragi di alberi. La &#8220;Tempesta Vaia&#8221;, avvenuta tra il 26 e il 30 ottobre 2018, causò una devastante distruzione di foreste alpine nel Nord-Est d’Italia, in particolare in Trentino e Veneto, con l&#8217;abbattimento di milioni di alberi a causa di raffiche di vento fra i 100 ed i 200 km/h. L&#8217;evento fu uno dei cicloni extratropicali più devastanti degli ultimi decenni.</p>
<p>L’enorme massa di alberi abbattuti è stato a sua volta ambiente fertile per il proliferare di parassiti e funghi. L<strong>a proliferazione di parassiti e funghi, come il bostrico, è avvenuta e si è estesa anche a foreste non danneggiate direttamente dalla tempesta</strong>, rappresentando una <strong>seconda fase del danno</strong> che ha peggiorato le condizioni sanitarie e la resilienza dei boschi dell’abete rosso.</p>
<p>Il sistema delle foreste è pertanto indebolito da vari fattori concomitanti.</p>
<p>In questo scenario si fanno avanti alcune specie infestanti, come l’ailanto e le robinie che soppiantano specie autoctone come il castagno.</p>
<p>Cerchiamo per quanto possibile di salvare alberi e foreste, salvaguardo e ricostruendo la biodiversità oggi così drammaticamente minacciata.</p>
<p>Le foreste e gli habitat naturali sono patrimonio dell’Umanità, risorse da salvaguardare e proteggere.</p>
<p>La sopravvivenza dell’Umanità dipende da un corretto e pacifico equilibrio su questa Astronave Terra, con tutto l’equipaggio. Altrimenti si rischia di compromettere la missione.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>I vantaggi delle Comunità Energetiche Rinnovabili</title>
		<link>https://www.marcobresci.it/blog/i-vantaggi-delle-comunita-energetiche-rinnovabili/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marco Bresci]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Apr 2025 17:42:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le comunità energetiche rinnovabili (CER) sono uno strumento che l’Europa ha individuato per favorire la produzione di energia a livello locale con le rinnovabili. In Italia i decreti attuativi per realizzare CER sono usciti a gennaio 2024 e la possibilità di accedere agli incentivi economici sulla piattaforma del GSE è iniziata ad aprile dell’anno scorso.&#8230;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.gse.it/servizi-per-te/autoconsumo/le-comunita-energetiche-rinnovabili-in-pillole">Le comunità energetiche rinnovabili</a> (CER) sono uno strumento che l’Europa ha individuato per favorire la produzione di energia a livello locale con le rinnovabili. In Italia i decreti attuativi per realizzare CER sono usciti a gennaio 2024 e la possibilità di accedere agli incentivi economici sulla piattaforma del GSE è iniziata ad aprile dell’anno scorso. Ciò fa seguito ad un periodo sperimentale di due anni che ha visto la nascita di prime CER pilota. Grazie a questo periodo di sperimentazione sono stati modificati alcuni vincoli.</p>
<p>&#8211; Il limite di produzione di energia per un membro della Comunità è passato da 200kW ad 1 MW.</p>
<p>&#8211; La condizione per appartenere ad una CER di essere collegati alla stessa cabina di distribuzione è passata da secondaria a primaria.</p>
<p><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Cabina_primaria">La cabina primaria</a> (CP) o cabina di alta tensione (CAT) è un impianto elettrico che ha la funzione di trasformare l&#8217;energia elettrica in ingresso ad alta tensione in energia a media tensione</p>
<p><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Cabina_secondaria">Una cabina secondaria</a> è un impianto elettrico di trasformazione dell&#8217;energia elettrica da media tensione (MT) a bassa tensione (BT). Pertanto la condizione di appartenere ad una stessa cabina primaria ha ampliato considerevolmente l’area geografica di pertinenza richiesta agli aderenti di una CER. Le cabine primarie in Italia sono oggi circa 2.107.</p>
<p>Vediamo più nello specifico le caratteristiche ed i vantaggi economici, sociali ed ambientali di una CER.</p>
<p>Una Comunità Energetica Rinnovabile è un’aggregazione di soggetti, cittadini, enti locali, imprese di piccole e medie dimensioni, all’interno di un perimetro geografico che si uniscono, in forma libera e su base volontaria, per condividere l&#8217;energia elettrica rinnovabile prodotta da impianti che utilizzano fonti rinnovabili.</p>
<p>L&#8217;obiettivo principale delle Comunità Energetiche Rinnovabili (CER) è sviluppare un totale di 7 GW di impianti di energia rinnovabile in autoconsumo in Italia, promuovendo la condivisione dell&#8217;energia prodotta tra i membri della comunità. Questo obiettivo mira a sostenere la transizione verso un sistema energetico più sostenibile, decentralizzato e resiliente, oltre a fornire benefici ambientali, economici e sociali ai membri delle CER.</p>
<p>Il secondo obiettivo è ridurre le perdite del trasporto dell’energia su grandi distanze, con benefici economici da distribuire fra i gli aderenti alla CER.</p>
<p>La condivisione e lo scambio di energia “verde” avviene tramite la rete esistente. È una condivisione virtuale, riconosciuta e certificata dal Gestore Servizi Energetici (GSE). Non c’è la necessità di realizzare nuovi cavi di collegamento fra i soci di una CER.</p>
<p>Ciascun membro può decidere se essere un semplice <em>consumatore passivo</em> (consumer), o diventare anche <em>produttore</em> oltre che <em>consumatore</em> (prosumer), per soddisfare i propri fabbisogni e vendere al GSE l’energia non autoconsumata. Se ci sono membri della CER che istantaneamente consumano l’eccedenza il GSE riconosce un beneficio economico sia per il produttore che per il consumatore, per 20 anni, per ogni chilowattora prodotto a chilometro zero e consumato dai membri della CER. Tutta l&#8217;energia elettrica rinnovabile prodotta, ma non autoconsumata, resta nella disponibilità dei produttori ed è valorizzata a condizioni di mercato. Per tale energia è possibile richiedere al GSE l&#8217;accesso alle condizioni economiche del ritiro dedicato.</p>
<p>Per i Comuni piccoli, con popolazione inferiore a 5.000 abitanti, c&#8217;è un contributo a fondo perduto (PNRR) per nuovi impianti fotovoltaici o per potenziamento di impianti esistenti. La domanda da inoltrare al GSE scade il 30 novembre 2025. Il Ministro del MASE Gilberto Pichetto Fratin ha tuttavia annunciato che c’è una trattativa in corso con l’Unione Europea per estendere la richiesta del contributo a fondo da parte di tutti coloro che risiedono in Comuni con popolazione fino a 30.000 abitanti. Tutto ciò proprio per favorire lo sviluppo delle CER e la produzione di energia con le rinnovabili.</p>
<p>La CER ha necessità di una veste giuridica, che può essere un’associazione, una ETS, una cooperativa, una fondazione. Nello statuto la norma impone di destinare una quota a supporto dei cittadini che sono in condizioni di povertà energetica, non in grado di pagare le bollette dell’energia.</p>
<p>Entrando in una CER si continua a pagare l&#8217;intero importo delle bollette dei propri gestori, ma ogni sei mesi o una volta all’anno c’è un contributo da parte del GSE sull&#8217;energia verde scambiata e consumata fra i soci che arriva direttamente sul conto corrente. Ciò significa un risparmio, sia per le aziende che per i privati, che per enti ed istituzioni.</p>
<p>Un privato, un semplice consumatore, tradizionalmente per voler risparmiare accende la lavastoviglie o la lavatrice la sera o i giorni festivi perché nelle fasce F2 ed F3 l’energia costa meno. In una comunità energetica si cambiano abitudini, si cerca di consumare energia quando c’è produzione, anzi, sovrapproduzione di energia. Chi ha già un impianto fotovoltaico lo fa già: privilegia i consumi nella fascia di produzione fotovoltaica beneficiando di una diminuzione dei costi in bolletta.</p>
<p>Le CER sono inclusive e non esclusive. Possono entrare istituzioni, enti religiosi, enti del terzo settore, piccole e medie imprese, professionisti, privati. Gli unici soggetti esclusi sono le grandi imprese e quelle che producono energia.</p>
<p>Oltre agli impianti fotovoltaici può essere inserito nelle CER qualunque tipo di impianto rinnovabile, idroelettrico, eolico, biogas, biomasse solide, ecc…</p>
<p>Non c&#8217;è necessità di cambiare gestore di energia e gas. Chi fa parte di una CER ha piena libertà di poter agire come meglio ritiene. Non ci sono costi occulti. È uno dei pochi strumenti che abbiamo per fare del bene al territorio e nell’ottica dell’economia circolare.</p>
<p>Le CER favoriscono l’indipendenza energetica, garantiscono almeno parzialmente sicurezza negli approvvigionamenti e sono un riparo per le speculazione sui costi dell’energia e del gas.</p>
<p>Far parte di una comunità energetica è un valore aggiunto per la comunicazione ed il marketing di un’azienda. Si aprono possibilità, per chi ha superfici superiori alle proprie necessità, per produrre energia con il fotovoltaico per la comunità, per i propri dipendenti, favorendo così lo sviluppo della CER. Ci sarà sempre necessità di energia e non si intravedono riduzioni dei costi sul mercato a breve-medio termine. La realizzazione di un impianto FV è un investimento che si ripaga da sé, in tempi più ristretti per privati ed aziende appartenenti ad una CER.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-25166 aligncenter" src="https://www.marcobresci.it/wp-content/uploads/2025/04/logo-CER-Citta-dei-Fiori.png" alt="" width="427" height="196" srcset="https://www.marcobresci.it/wp-content/uploads/2025/04/logo-CER-Citta-dei-Fiori.png 623w, https://www.marcobresci.it/wp-content/uploads/2025/04/logo-CER-Citta-dei-Fiori-300x138.png 300w" sizes="(max-width: 427px) 100vw, 427px" /></p>
<p>A Pescia, a settembre 2024 è nata una CER: <em>Città dei Fiori</em>. Essa può estendersi ai Comuni della Provincia di Pistoia ed oltre. È una primizia, una delle prime in Italia, un’eccellenza per il nostro territorio. Come forma giuridica è stata scelta quella dell&#8217;associazione senza fini di lucro. La quota associativa è di 10,00 euro all&#8217;anno.</p>
<p>Non è facile creare una CER per la burocrazia, per gli investimenti e per le competenze necessarie di chi la realizza. <a href="https://www.cercittadeifiori.it/"><em>Città dei Fiori</em></a> è stata creata da un’azienda privata, AMTEK Group.</p>
<p>Recentemente è stata presentata ad un incontro sulle CER del territorio presso la Camera di Commercio di Pistoia, nell&#8217;ambito di un evento itinerante nelle città toscane, il Roadshow delle CER..</p>
<p>Il presidente è Antonio Melissano, imprenditore nel settore delle Energie Rinnovabili ed Energy Manager dal 2001. Questa CER ha tutte le potenzialità per crescere e svilupparsi sul territorio nazionale.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-25167 aligncenter" src="https://www.marcobresci.it/wp-content/uploads/2025/04/Antonio-Melissano.jpg" alt="" width="556" height="345" srcset="https://www.marcobresci.it/wp-content/uploads/2025/04/Antonio-Melissano.jpg 1160w, https://www.marcobresci.it/wp-content/uploads/2025/04/Antonio-Melissano-300x186.jpg 300w, https://www.marcobresci.it/wp-content/uploads/2025/04/Antonio-Melissano-1024x636.jpg 1024w, https://www.marcobresci.it/wp-content/uploads/2025/04/Antonio-Melissano-768x477.jpg 768w" sizes="(max-width: 556px) 100vw, 556px" /></p>
<p style="text-align: center;"><em>Antonio Melissano, presidente di AMTEK Group, a sinistra, intervistato.</em></p>
<p><em> </em></p>
<p><em>Per informazioni: </em>CER Città dei Fiori, Via degli Orti, 5A – Pescia, tel. 800004404, info@cercittadeifiori, <a href="https://www.cercittadeifiori.it/">https://www.cercittadeifiori.it/</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.marcobresci.it/blog/i-vantaggi-delle-comunita-energetiche-rinnovabili/">I vantaggi delle Comunità Energetiche Rinnovabili</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.marcobresci.it">Marco Bresci - Ambiente, Etica e Cultura</a>.</p>
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			</item>
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		<title>22 aprile 2025: Giornata della Terra</title>
		<link>https://www.marcobresci.it/blog/22-aprile-2025-giornata-della-terra/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marco Bresci]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Apr 2025 20:14:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.marcobresci.it/?p=24877</guid>

					<description><![CDATA[<p>Nel 2023 e nel 2024, con l&#8217;Associazione culturale Orizzonte Green, siamo riusciti ad organizzare per il 22 aprile eventi con classi delle superiori sull&#8217;importanza di salvaguardare la natura e l&#8217;ambiente. Quest&#8217;anno la Giornata della Terra cade nelle vacanze pasquali, per cui molti saranno in vacanza, le scuole saranno chiuse e non c&#8217;è possibilità di coinvolgere&#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.marcobresci.it/blog/22-aprile-2025-giornata-della-terra/">22 aprile 2025: Giornata della Terra</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.marcobresci.it">Marco Bresci - Ambiente, Etica e Cultura</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Nel 2023 e nel 2024, con l&#8217;Associazione culturale <a href="http://www.orizzontegreen.it">Orizzonte Green</a>, siamo riusciti ad organizzare per il 22 aprile eventi con classi delle superiori sull&#8217;importanza di salvaguardare la natura e l&#8217;ambiente.</p>
<p>Quest&#8217;anno la <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Giornata_della_Terra">Giornata della Terra</a> cade nelle vacanze pasquali, per cui molti saranno in vacanza, le scuole saranno chiuse e non c&#8217;è possibilità di coinvolgere una importante fascia di popolazione.</p>
<p>Mi accontenterò di scrivere e condividere alcune riflessioni in questo articolo.</p>
<p>Negli anni ’70 a scuola studiavo appassionatamente l’ecologia, la materia che analizza le interazioni tra gli organismi ed il loro ambiente. Si scopre che gli ecosistemi sono fragili, delicati e concatenati l’uno all’altro. Conoscere è un primo passo per acquisire responsabilità e di conseguenza rispettare gli esseri viventi e gli habitat naturali. L’interconnessione e l’interdipendenza degli habitat ci porta a considerare che siamo su una grande astronave, la Terra, e l’equipaggio è costituito da tutti gli esseri viventi.</p>
<p>Tutto quello che produciamo nel mondo viene prima concepito nella mente e nel cuore dell’uomo, pertanto dovremmo approfondire anche una ecologia della mente e del cuore, ovvero quali rapporti collegano la realtà costituita dall’insieme del mondo esteriore e di quello interiore, con le loro connessioni e interdipendenze. Per rispettare il mondo esterno, il mondo che c’è là fuori, occorre scoprire e conoscere anche il mondo interiore, che ci accomuna. Anche l’ambiente interiore va tenuto pulito</p>
<p>Questo è un passaggio fondamentale. Siamo consapevoli che la questione ambientale non è un problema economico o tecnologico, bensì umano, che riguarda la cultura, i comportamenti, l’etica e la morale?</p>
<p>Non c’è niente di negativo in senso assoluto, è sempre l’uso, o l’abuso delle conoscenze scientifiche e tecnologiche che può creare danni se alla base non c’è maturità e saggezza. Sono i comportamenti scorretti la vera causa dei problemi complessi e globali che ci troviamo ad affrontare individualmente e collettivamente.</p>
<p>Problemi complessi richiedono soluzioni complesse, problemi globali richiedono risposte ed impegno universali.</p>
<p>Ciò significa in primis, sforzo, impegno, servizio nei confronti dell’Umanità, sacrifico personale.</p>
<p>Alcuni lo hanno chiamato SEVA. SEVA è un termine sanscrito che significa «servizio disinteressato». Può indicare un&#8217;azione compiuta senza aspettarsi ricompensa o lode.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-24880 aligncenter" src="https://www.marcobresci.it/wp-content/uploads/2025/04/ChatGPT-Image-18-apr-2025-21_15_52-rid.png" alt="" width="500" height="750" srcset="https://www.marcobresci.it/wp-content/uploads/2025/04/ChatGPT-Image-18-apr-2025-21_15_52-rid.png 500w, https://www.marcobresci.it/wp-content/uploads/2025/04/ChatGPT-Image-18-apr-2025-21_15_52-rid-200x300.png 200w" sizes="(max-width: 500px) 100vw, 500px" /></p>
<p>Come pulire la propria casa richiede sacrificio personale, o pagamento di qualcuno che lo faccia, così è anche per la Terra, c’è un costo che tutti dovremo pagare e ci vorranno forse molti decenni per ritrovare un equilibrio e rimettere le cose a posto.</p>
<p>Tuttavia essere consapevoli e concordi su tutto questo non è sufficiente, occorrono altri ingredienti da aggiungere in questo processo di avanzamento verso una civiltà più matura, rispettosa ed inclusiva. Ci vogliono studio, conoscenza, ispirazione, armonia tra scienza e religione, adozione di un nuovo paradigma per la costruzione di quel mondo unito, pacifico, equo, giusto ed ecosostenibile che tutti noi sogniamo.</p>
<p>Un nuovo paradigma che incorpori principi di etica universale. Moderazione nei consumi, libera e volontaria condivisione delle risorse, collaborazione anziché competizione, come del resto avviene già sulla ISS, la stazione spaziale orbitante. Lassù non c’è individualismo, protagonismo e competizione, ma collaborazione, lavoro di squadra. Il successo è il successo di tutti e l’insuccesso è di tutti. Se c’è un problema ci si consulta. Eventualmente si chiede aiuto a Terra.</p>
<p>Non c’è appropriazione delle risorse, come l’ossigeno, l’acqua, il cibo, il carburante, l’energia: nessuno dice «l’ossigeno è mio e non te lo do!» oppure «l’acqua è mia…». Vige la condivisione e la moderazione nei consumi.</p>
<p>Lassù, in orbita, non scoppiano conflitti, nessuno si mette a spaccare i vetri dei finestrini o i macchinari, altrimenti si rischia di compromettere la missione. La paura di non tornare sulla Terra condiziona tutto l’equipaggio.</p>
<p>Questo modello funziona, ma non è ancora applicato sull’astronave madre, sulla Terra, dai popoli che costituiscono l’equipaggio. Probabilmente non c’è ancora la percezione del pericolo di quello che stiamo combinando sulla Terra e pertanto prevalgono ancora egoismi individuali e collettivi.</p>
<p>La promozione della pace mondiale permanente è inscindibile con la sostenibilità ambientale. Guerre e conflitti non sono oggigiorno sostenibili per le perdite umane, per i danni materiali e per le devastazioni ambientali. Da una parte è necessaria un’educazione universale alla cittadinanza mondiale, ai valori, al rispetto; dall’altra una crescita dal punto di vista politico e giuridico dell’Umanità, che è una e indivisibile.</p>
<p>Siamo in cammino, le sfide sono opportunità di crescita, se si riesce a cavalcare le onde del mare in tempesta.</p>
<p>Abbiamo conosciuto il lato peggiore dell’uomo in questi millenni. E’ l’ora di iniziare a conoscere la nobiltà dell’essere umano, il lato migliore, per poter affrontare e vincere le minacce e le turbolenze di quest’era travagliata.</p>
<p>Dalla Giornata della Terra può scaturire la Giornata dell’Umanità, incentrata su valori ed insegnamenti universali. O ci si evolve, o ci si estingue.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Bibliografia</p>
<p>&#8211; Marco Bresci, <a href="https://www.marcobresci.it/blog/libri-pubblicati/antica-sapienza/">Antica Sapienza, Valori ed insegnamenti universali</a>.</p>
<p>&#8211; <a href="https://www.marcobresci.it/wp-content/uploads/2025/04/pace-giustizia-unita.pdf">Fermare guerre e conflitti</a>, documento scritto dall’Associazione Orizzonte Green e caricato sulla piattaforma <a href="https://www.change.org/p/fermare-guerre-e-conflitti">Change.org</a></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Due parole sul riscaldamento globale</title>
		<link>https://www.marcobresci.it/blog/due-parole-sul-riscaldamento-globale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marco Bresci]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 05 May 2024 17:03:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il riscaldamento globale è in questo momento è una delle più grandi sfide che l&#8217;Umanità debba affrontare. Coloro che sono determinati nel portare avanti il modello della crescita illimitata, business are business (BAU, gli affari sono affari, come sempre) hanno cercato di occultare prima il problema e poi le cause. Il primo passo è stato&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il riscaldamento globale è in questo momento è una delle più grandi sfide che l&#8217;Umanità debba affrontare. Coloro che sono determinati nel portare avanti il modello della crescita illimitata, <em>business are business</em> (BAU, gli affari sono affari, come sempre) hanno cercato di occultare prima il problema e poi le cause.</p>
<p>Il primo passo è stato diffondere il messaggio che il riscaldamento globale non esiste. È una verità scomoda.</p>
<p>Tale obiettivo è stato raggiunto fino agli inizi degli anni 2000, quando gli effetti hanno iniziato ad essere macroscopici ed evidenti a tutti. Allora è stata pensata un’altra strategia.</p>
<p>Per creare confusione e non cambiare nulla perchè prima vengono gli affari e poi tutto il resto (salute, rispetto dei diritti, salvaguardia ambientale) dagli inizi del 2000 è stato cambiato il messaggio:</p>
<h3 style="text-align: center;">da: RISCALDAMENTO GLOBALE (causa)</h3>
<blockquote>
<h3 style="text-align: center;">a: CAMBIAMENTI CLIMATICI (effetto)</h3>
</blockquote>
<p>A livello inconscio scatta il meccanismo di associare i cambiamenti attuali a quelli del passato, nelle ere geologiche, per far passare il messaggio che è tutto normale, “naturale”, ciclico, per cui non c’è da impaurirsi o prendere contromisure.</p>
<p>L’obiettivo è stato raggiunto. I mass media hanno adottato questi due termini nella maggioranza delle informazioni che vengono date. Anche nei documenti ufficiali internazionali delle <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Convenzione_quadro_delle_Nazioni_Unite_sui_cambiamenti_climatici">COP</a> e degli accordi climatici si antepone lotta ai <em>cambiamenti climatici</em> piuttosto che al <em>riscaldamento globale</em>.</p>
<p>Nel frattempo i gas serra sono sempre aumentati, gli effetti si sono fatti ancora più vistosi per cui il nuovo obiettivo è stato di cercare di convincere che i cambiamenti climatici non dipendono affatto dalle attività umane. Sono fenomeni ciclici, naturali. L’obiettivo è stato conseguito solo parzialmente, in pochi ci credono, ma anche questo terzo messaggio persuasivo ha rallentato la transizione alle fonti rinnovabili ed all’adozione di un nuovo paradigma politico, economico e sociale. I negazionisti del riscaldamento globale non riescono a spiegare la contaminazione dell’atmosfera terrestre, ovvero il cambiamento della composizione chimica dell’atmosfera terrestre: sarebbe forse causato dalle perturbazioni solari o dal cambiamento delle correnti oceaniche?</p>
<p>Il 97-98% delle pubblicazioni che conferma che è in atto un grave cambiamento climatico dovuto alla CO<sub>2</sub> e agli altri gas immessi in atmosfera dall’uomo.</p>
<p>Questa è ormai la conclusione del mondo scientifico. Del resto da dove verrebbe l’energia per riscaldare la Terra?</p>
<p>Vediamo meglio le conclusioni della comunità scientifica internazionali e dell’IPCC.</p>
<p>Ci possono essere vari fattori che possono influenzare la temperatura media globale e quindi provocare un riscaldamento od un raffreddamento.</p>
<p>1) Le irregolarità nella rotazione terrestre. L’asse di rotazione ha delle oscillazioni. Le oscillazioni dell’asse terrestre hanno influenza sulle stagioni e quindi sul clima terrestre. Non sono state registrate modifiche in tempi recenti. Per cui questa causa è da escludere.</p>
<p>2) Ci sono delle variazioni dell’orbita terrestre, più o meno ellittica, con avvicinamenti o allontanamenti dal Sole che si ritiene che in passato abbiano generato periodi di glaciazione e di disgelo. Tali modifiche producono variazioni nelle temperature medie molto lentamente. Le ere geologiche durano milioni di anni. Anche questo fattore è pertanto da escludere.</p>
<p>3) La temperatura del Sole. Più il Sole è caldo e maggiore caldo sarà su tutti i Pianeti del sistema solare. Come si fa a misurare la temperatura del Sole? Dall’attività attraverso i cicli delle macchie solari, che corrispondono a maggiore attività del Sole. Ebbene fino al 1950 il Sole si stava scaldando, nel 1950 raggiunse un picco, da quel momento in poi ha iniziato a raffreddarsi. Qui sulla Terra proprio dal 1950 si registra un aumento della temperatura media. Mentre il Sole si raffredda sulla Terra le temperatura si alzano. È evidente che il Sole non c’entra in questo cambiamento sulla Terra. Inoltre sono più caldi gli strati bassi dell’atmosfera, non quelli più alti, e questo è tipico nel riscaldamento da effetto serra. Se il Sole fosse più caldo tutti gli stati si riscalderebbero omogeneamente. Invece si scaldano di più quelli più bassi perché dipende dai raggi riflessi e non da quelli incidenti. Ad un minino di attività solare sta corrispondendo un massimo di aumento di temperature sulla Terra. Anche questo fattore è da escludere.</p>
<p>4) La posizione dei continenti. L’emisfero boreale che ha più terre emerse con catene di montagne ed è perciò più fresco di quello australe, che ha più oceano che è un grande moderatore climatico. La migrazione dei continenti ha influenzato il clima, dalla Pangea iniziale alla situazione attuale. Ma tali movimenti richiedono ere geologiche, milioni di anni. Chiaramente anche questo fattore è da escludere.</p>
<p>5) Le correnti oceaniche influenzano il clima, esse trasportano calore in tutto il globo, ma con lo scioglimento dei ghiacci marini e l’aumento delle piogge dati dal cambiamento climatico, una delle principali correnti che circolano nell&#8217;Oceano Atlantico, la Corrente del Golfo, potrebbe rallentare e/o cessare determinando un raffreddamento per il nord Europa ed il Canada, ma con una ricaduta temporale non brevissima. Anche questo fattore non è da considerare causa del riscaldamento globale.</p>
<p>6) Fattori naturali. Fra i fattori naturali ci sono i vulcani. Un vulcano quando erutta immette in atmosfera anidride carbonica e polveri, se l&#8217;eruzione è notevole le polveri oscurano il cielo, riducono l&#8217;irraggiamento solare. Le polveri favoriscono la condensazione, la formazione di goccioline, di nuvole e quindi di precipitazioni piovose, per cui provocano un raffreddamento nel breve periodo. Un super vulcano, come quello di Yellowstone oppure dei Campi Flegrei potrebbe essere in grado di produrre un inverno nucleare, ovvero un oscuramento del Sole per un certo periodo di tempo con conseguente raffreddamento. Poi le polveri ricadono a terra, rimane però l&#8217;anidride carbonica che si accumula in atmosfera.</p>
<p>Dagli anni ‘50 fino ai nostri giorni si sono risvegliati vari vulcani, ma la temperatura media planetaria è cresciuta costantemente nonostante il risveglio di alcuni vulcani spenti. Ne deduciamo che non sono loro la causa del riscaldamento globale.</p>
<p>Ci sono poi polveri generate dalle attività antropiche che riducono l’irraggiamento solare. Se non ci fossero il riscaldamento globale sarebbe stato ancora più marcato.</p>
<p>Fra i fattori naturali che regolano il clima ci sono le calotte polari, più sono estese e più riflettono raggi solari nello spazio (albedo) e la temperatura globale diminuisce, ma sta accadendo esattamente il contrario come vedremo più avanti, proprio per il fattore 7).</p>
<p>Sugli incendi, alcuni scoppiano perché in certe zone come della Siberia, del Canada, dell&#8217;Amazzonia, non piove più per alcuni mesi dell’anno e basta un fulmine per appiccare un incendio che per la siccità si propaga velocemente. Il riscaldamento globale ha inciso sulla non regolarità delle stagioni ed i fattori naturali, come appunto i fulmini, possono avere buon gioco. Ci sono incendi che stagionalmente si ripetevano in maniera naturale che adesso però diventano incontrollabili per le siccità e perché si autorigenerano con i fulmini. Con gli incendi si libera CO<sub>2</sub>, è vero ma si può facilmente dimostrare che il loro numero e la loro estensione sta aumentando proprio a causa del riscaldamento globale (effetto secondario di quest’ultimo). Aumento della temperatura significa maggiore energia in gioco nell’atmosfera, fenomeni estremi più frequenti e più potenti. Sta crescendo anche il numero di fulminazioni, perfino al Polo Nord. <a href="#_ftn1" name="_ftnref1">[1]</a></p>
<p>7) C’è solo un parametro che agisce nel breve periodo e che agisce sul clima, la presenza di gas climalteranti. Questo è l’unico parametro influenzabile direttamente dall’uomo e con effetti a breve termine. Anidride carbonica, metano, protossido di azoto, HCFC ed altri sono gas climalteranti la cui presenza in atmosfera è in costante aumento. È evidente e misurabile la mano dell’uomo in questa accelerazione, che tiene conto della crescita della popolazione mondiale (1 miliardo nel 1800 e adesso oltre 8 miliardi) e soprattutto dell’aumento dei consumi pro capite. <a href="#_ftn2" name="_ftnref2">[2]</a></p>
<p>«<em>Negli ultimi anni c’è stato un caldo che non ha avuto eguali nei 10 mila anni precedenti – ha chiarito Luca Mercalli – Nell’ultimo secolo la temperatura è aumentata di 1,2°C. Se non ci fosse stato lo zampino degli uomini, avremmo avuto una temperatura costante. La colpa del riscaldamento globale è esclusivamente umana: nella nostra storia evolutiva non è mai stato così tanto caldo</em>».<a href="#_ftn3" name="_ftnref3">[3]</a></p>
<p>Studiando il grafico dell’anidride carbonica è possibile vedere che comincia a crescere in maniera significativa nel 1769. Che cosa è successo?</p>
<div id="attachment_19503" style="width: 712px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-19503" class="size-full wp-image-19503" src="https://www.marcobresci.it/wp-content/uploads/2024/05/grafico-anidride-carbonica.png" alt="" width="702" height="484" srcset="https://www.marcobresci.it/wp-content/uploads/2024/05/grafico-anidride-carbonica.png 702w, https://www.marcobresci.it/wp-content/uploads/2024/05/grafico-anidride-carbonica-300x207.png 300w" sizes="(max-width: 702px) 100vw, 702px" /><p id="caption-attachment-19503" class="wp-caption-text">Concentrazione (in parti<br />per milione) di anidride carbonica<br />(CO2) degli ultimi 1100 anni, misurata<br />attraverso l’analisi di campioni di<br />ghiaccio estratti attraverso carotaggi<br />(fino al 1977) e direttamente nelle<br />Hawaii (dal 1958 in avanti).<br />Fonte: Sustainable Energy – without the hot air, David JC MacKay, 2009.</p></div>
<p>Questo grafico, scaricabile da <a href="https://www.withouthotair.com/translations.html"><em>Sustainable Energy – without the hot air, </em>David JC MacKay, 2009,</a></p>
<p>è la prova incontestabile che l’anomalia è iniziata con il consumo di combustibili fossili, proprio nel 1769, con l’invenzione della macchina a vapore.</p>
<div id="attachment_19504" style="width: 1290px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-19504" class="size-full wp-image-19504" src="https://www.marcobresci.it/wp-content/uploads/2024/05/immagine-Nasa.jpg" alt="" width="1280" height="800" srcset="https://www.marcobresci.it/wp-content/uploads/2024/05/immagine-Nasa.jpg 1280w, https://www.marcobresci.it/wp-content/uploads/2024/05/immagine-Nasa-300x188.jpg 300w, https://www.marcobresci.it/wp-content/uploads/2024/05/immagine-Nasa-1024x640.jpg 1024w, https://www.marcobresci.it/wp-content/uploads/2024/05/immagine-Nasa-768x480.jpg 768w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /><p id="caption-attachment-19504" class="wp-caption-text">Concentrazione (in parti per milione) di anidride carbonica (CO2) degli ultimi 800.000 anni, misurata attraverso carotaggi di campioni di ghiaccio (fino al 1977) e direttamente alle Hawaii (dal 1958 in avanti). Fonte: NASA.</p></div>
<p>Come si può vedere dal grafico soprastante l’oscillazione dell’anidride carbonica si è mantenuta entro una fascia fra 160 e 300 ppm. Adesso siamo ad oltre 425 ppm.</p>
<p>C&#8217;è un legame, la correlazione fra anidride carbonica, temperatura media planetaria e livello degli oceani. A picchi di CO<sub>2</sub> corrispondono picchi di temperatura e di altezza del livello degli oceani per lo scioglimento dei ghiacci e la dilatazione termica.</p>
<p>Il riscaldamento globale può essere distinto in tre fasi.</p>
<p>Una prima fase in cui nell’atmosfera è stata immessa prevalentemente anidride carbonica che ha determinato un rialzo termico delle temperature in regioni molto sensibili come quelle artiche. Questa fase è stata caratterizzata dall’inizio dello scioglimento dei ghiacci. Lo scioglimento dei ghiacci diminuisce l’albedo, la capacità di riflettere i raggi solari, per cui il processo di riscaldamento comincia ad accelerare.</p>
<div id="attachment_19505" style="width: 880px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-19505" class="size-full wp-image-19505" src="https://www.marcobresci.it/wp-content/uploads/2024/05/Albedo-change-by-Sam-Carana-for-Artic-news.png" alt="" width="870" height="474" srcset="https://www.marcobresci.it/wp-content/uploads/2024/05/Albedo-change-by-Sam-Carana-for-Artic-news.png 870w, https://www.marcobresci.it/wp-content/uploads/2024/05/Albedo-change-by-Sam-Carana-for-Artic-news-300x163.png 300w, https://www.marcobresci.it/wp-content/uploads/2024/05/Albedo-change-by-Sam-Carana-for-Artic-news-768x418.png 768w" sizes="(max-width: 870px) 100vw, 870px" /><p id="caption-attachment-19505" class="wp-caption-text">Variazione dell&#8217;albedo nelle zone artiche, Sam Carana, pubblicato sul blog Artic-news</p></div>
<p>&nbsp;</p>
<p>La seconda fase del riscaldamento globale</p>
<p>Essa è caratterizzata dal proseguimento dello scioglimento dei ghiacci e dall’inizio dello scioglimento del permafrost<strong>, </strong>con decomposizione anaerobica del materiale organico. Lo scioglimento del permafrost libera pertanto anidride carbonica e metano, gas serra 24 volte più potente dell’anidride carbonica.</p>
<p>Il metano stia aumentando in atmosfera. Tale crescita è dovuta allo scioglimento del permafrost ed alle attività umane. Ci sono perdite di metano estrattive, nel trasporto, nella distribuzione. Altre perdite sono dovute all’estrazione di petrolio e metano con tecniche non convenzionali dagli scisti bituminosi e con la <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Fratturazione_idraulica">fratturazione idraulica</a> (fracking). A tutto questo si devono aggiungere le emissioni provocate dagli allevamenti intensivi.</p>
<p>Adesso siamo nella fase 2 del riscaldamento globale e non sappiamo quanto siamo distanti dalla fase 3.</p>
<p>La terza fase è caratterizzata dal rialzo della temperatura dei fondali oceanici con liberazione di metano dagli idrati di metano ed innesco di retroazioni positive (fenomeni non lineari) che accelerano il processo di riscaldamento globale.</p>
<p>La quantità di metano imprigionata è molto maggiore rispetto a quella contenuta nel permafrost. Gli idrati di metano sono composti stabili in condizioni di elevate pressioni e temperature molto basse. Se aumentano le temperature o si riducono le pressioni, il ghiaccio fonde e il metano si libera in forma gassosa.</p>
<p>Il riscaldamento globale è un problema mondiale che richiede risposte universali. Le conseguenze sono pesanti per tutti. E&#8217; un fattore che ci accomuna. In questa era problematica occorre puntare su ciò che ci unisce e non su ciò che ci divide. La sopravvivenza dell&#8217;Umanità può essere conseguita solo se affrontiamo insieme le grandi sfide, la pace ed il riscaldamento globale.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-19506" src="https://www.marcobresci.it/wp-content/uploads/2024/05/92699613_104154741263081_7860651219608403968_n.jpg" alt="" width="1600" height="1341" srcset="https://www.marcobresci.it/wp-content/uploads/2024/05/92699613_104154741263081_7860651219608403968_n.jpg 1600w, https://www.marcobresci.it/wp-content/uploads/2024/05/92699613_104154741263081_7860651219608403968_n-300x251.jpg 300w, https://www.marcobresci.it/wp-content/uploads/2024/05/92699613_104154741263081_7860651219608403968_n-1024x858.jpg 1024w, https://www.marcobresci.it/wp-content/uploads/2024/05/92699613_104154741263081_7860651219608403968_n-768x644.jpg 768w, https://www.marcobresci.it/wp-content/uploads/2024/05/92699613_104154741263081_7860651219608403968_n-1536x1287.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /></p>
<p><a href="#_ftnref1" name="_ftn1">[1]</a> Cfr. <a href="https://www.scienzenotizie.it/2022/01/08/nel-2021-registrati-al-polo-nord-piu-di-7mila-fulmini-colpa-della-crisi-climatica-0551048">https://www.scienzenotizie.it/2022/01/08/nel-2021-registrati-al-polo-nord-piu-di-7mila-fulmini-colpa-della-crisi-climatica-0551048</a></p>
<p><a href="#_ftnref2" name="_ftn2">[2]</a> Fonte: Mario Tozzi «Clima. Ultima chiamata» <a href="https://www.youtube.com/watch?v=LoLczMPNR-w&amp;ab_channel=FIERADELLEPAROLE">https://www.youtube.com/watch?v=LoLczMPNR-w&amp;ab_channel=FIERADELLEPAROLE</a></p>
<p><a href="#_ftnref3" name="_ftn3">[3]</a> <a href="https://www.qdpnews.it/comuni/conegliano/la-colpa-del-riscaldamento-globale-e-delluomo-il-climatologo-luca-mercalli-inaugura-il-festival-note-dalluniverso/">https://www.qdpnews.it/comuni/conegliano/la-colpa-del-riscaldamento-globale-e-delluomo-il-climatologo-luca-mercalli-inaugura-il-festival-note-dalluniverso/</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Estratto da SFIDE E PROSPETTIVE PER L’UMANITÀ DI OGGI, Ing. Marco Bresci, Giornata della Terra &#8211; 22 aprile 2024, Liceo Scientifico “Amedeo di Savoia”, Aula Magna, viale Adua 187, Pistoia</p>
<h3>Bibliografia</h3>
<p>&#8211; Arctic Methane Emergency Working Group: John Nissen, Peter Wadhams, Stephen Salter, Brian Orr, Peter Carter, Sam Carana, Anthony Cook, Gary Houser, Jon Hughes, Graham Ennis, <a href="https://citeseerx.ist.psu.edu/document?repid=rep1&amp;type=pdf&amp;doi=840b907f256061da8b2849d912f875e4969811e7"><em>Call for an urgent escalation of scientific inquiry and development of countermeasures</em></a>; Editor: Jon Hughes</p>
<p>&#8211; Di Pierri Marica, Ballerini Tosca, Peca Maura<em>, </em><a href="http://asud.net/wp-content/uploads/2016/11/italia-vista-da-parigi-ok.pdf"><em>L’Italia vista da Parigi</em></a><em>, Impegni internazionali e politiche nazionali per la lotta ai cambiamenti climatici</em>, fotografie di Luca Bracali, A Sud, novembre 2016.</p>
<p>&#8211; Françoise Gemenne, Aleksandar Rankovic, <em>Atlante dell’Antropocene</em>, Mimesis, 2021.</p>
<p>&#8211; James Hansen e S. Caserini, <em>Tempeste. Il clima che lasciamo in eredità ai nostri nipoti, l’urgenza di agire</em>, marzo 2010.</p>
<p>&#8211; Luca Mercalli <em>Prepariamoci a vivere con meno risorse, meno energia, meno abbondanza… e forse più felicità</em>, Chiare Lettere, 2011.</p>
<p>&#8211; Luigi Ferrajoli, <em>Per una Costituzione della Terra, l’Umanità al bivio, Feltrinelli</em>, gennaio 2022.</p>
<p>&#8211; Marco Bresci, <a href="https://www.marcobresci.it/astronave-terra/"><em>Astronave Terra, un Codice di Bordo</em></a>, pubblicato su <a href="https://www.marcobresci.it/pianeta-terra-un-mondo-da-salvare/"><em>Pianeta Terra un mondo da salvare</em></a>, di Luca Bracali, Silvana Editoriale, aprile 2016.</p>
<p>&#8211; Mathis Wackernagel, William Rees, <em>L’impronta ecologica. </em><em>Come ridurre l’impatto dell’uomo sulla Terra</em>, Edizioni Ambiente, 2002.</p>
<p>&#8211; Naomi Klein, <em>Una rivoluzione ci salverà</em>, Rizzoli 2015.</p>
<p>&#8211; National Geographic, <em>La sfida del Clima. Speciale cambiamento climatico, manuale di sopravvivenza per un Pianeta sempre più caldo,</em> novembre 2015.</p>
<p>&#8211; Nicola Armaroli, Vincenzo Balzani, <em>Energia per l’Astronave Terra</em>, Zanichelli, 2017.</p>
<p>&#8211; Richard Buckminster Fuller, <a href="http://www.veneziadoc.net/Storia-di-Venezia/FullerNaveTerra.pdf"><em>Manuale Operativo per la Nave Spaziale Terra</em></a>, Il Saggiatore, 2018.</p>
<p>&#8211; Stefano Mancuso, <em>Plant revolution</em>, Giunti Editore, 2017.</p>
<p>&#8211; Ugo Bardi, <em>La Terra svuotata. Il futuro dell’uomo dopo l’esaurimento delle risorse</em>, Editori Riuniti University Press, 2011.</p>
<p>&#8211; Ugo Mattei, <em>Beni Comuni, un manifesto</em>, Edizioni Laterza, 2011.</p>
<p>&#8211; Worldwatch Institute, <em>State of the World</em>, rapporti annuali sullo stato del Pianeta pubblicati da Edizioni Ambiente.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Gibran ed il Maestro</title>
		<link>https://www.marcobresci.it/blog/gibran-ed-il-maestro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marco Bresci]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 30 Mar 2024 12:49:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Molti in Occidente conoscono Khalil Gibran per avere letto il suo capolavoro, Il Profeta. Nato a Bsharre, 6 dicembre 1883 – New York, 11 aprile 1931, è stato un poeta, pittore e aforista libanese naturalizzato statunitense. Libanese di religione cristiano-maronita emigrò negli Stati Uniti; le sue opere si diffusero ben oltre il suo Paese d&#8217;origine:&#8230;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Molti in Occidente conoscono Khalil Gibran per avere letto il suo capolavoro, Il Profeta.</p>
<p>Nato a Bsharre, 6 dicembre 1883 – New York, 11 aprile 1931, è stato un poeta, pittore e aforista libanese naturalizzato statunitense.</p>
<p>Libanese di religione cristiano-maronita emigrò negli Stati Uniti; le sue opere si diffusero ben oltre il suo Paese d&#8217;origine: fu tra i fondatori, insieme a Mikha&#8217;il Nu&#8217;ayma (Mikhail Naimy), dell&#8217;Associazione della Penna (al-Rābiṭah al-Qalamiyyah), punto d&#8217;incontro dei letterati arabi emigrati negli Stati Uniti. La sua poesia venne tradotta in oltre 20 lingue, e divenne un mito per i giovani che considerarono le sue opere come breviari mistici. Gibran ha cercato di unire nelle sue opere la civiltà occidentale e quella orientale.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-19337" src="https://www.marcobresci.it/wp-content/uploads/2024/03/Kahlil_Gibran_1913.jpg" alt="" width="274" height="379" srcset="https://www.marcobresci.it/wp-content/uploads/2024/03/Kahlil_Gibran_1913.jpg 274w, https://www.marcobresci.it/wp-content/uploads/2024/03/Kahlil_Gibran_1913-217x300.jpg 217w" sizes="(max-width: 274px) 100vw, 274px" /></p>
<p class="mw-mmv-title-para" style="line-height: 27.0pt; margin: 0cm 0cm 7.5pt 0cm;">Khalil Gibran, aprile 1913. Foto di Fred Holland Day., <span style="animation-delay: -0.01ms !important; animation-duration: 0.01ms !important; animation-iteration-count: 1 !important; scroll-behavior: auto !important; transition-duration: 0ms !important;"><span class="mw-mmv-source-author"><span style="font-size: 10.0pt; font-family: 'Arial','sans-serif'; color: #54595d;"> </span><span class="mw-mmv-source"><span style="font-size: 10.0pt; font-family: 'Arial','sans-serif'; color: #54595d;"><a style="animation-delay: -0.01ms !important; animation-duration: 0.01ms !important; animation-iteration-count: 1 !important; scroll-behavior: auto !important; transition-duration: 0ms !important;" href="http://www.al-funun.org/al-funun/images/index.html"><span style="color: #0645ad;">http://www.al-funun.org/al-funun/images/index.html</span></a></span></span></span></span></p>
<p class="mw-mmv-image-desc" style="background: #F8F9FA; vertical-align: top; animation-delay: -0.01ms !important; animation-duration: 0.01ms !important; animation-iteration-count: 1 !important; scroll-behavior: auto !important; transition-duration: 0ms !important; margin: 4.8pt 0cm 6.0pt 0cm;"><span style="font-size: 11.5pt; font-family: 'Arial','sans-serif'; color: #54595d;"><a style="animation-delay: -0.01ms !important; animation-duration: 0.01ms !important; animation-iteration-count: 1 !important; scroll-behavior: auto !important; transition-duration: 0ms !important;" title="w:Kahlil Gibran" href="https://en.wikipedia.org/wiki/Kahlil_Gibran"><span style="color: #0645ad;">Khalil Gibran</span></a>, Photograph, <i style="animation-delay: -0.01ms !important; animation-duration: 0.01ms !important; animation-iteration-count: 1 !important; scroll-behavior: auto !important; transition-duration: 0ms !important;"><a style="animation-delay: -0.01ms !important; animation-duration: 0.01ms !important; animation-iteration-count: 1 !important; scroll-behavior: auto !important; transition-duration: 0ms !important;" title="w:Al-Funoon" href="https://en.wikipedia.org/wiki/Al-Funoon"><span style="color: #0645ad;">Al-Funoon</span></a></i>, 1, No. 1 (April 1913)</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Juliet Thompson</strong> (1873–1956) è stata una pittrice americana, di fede <a href="http://www.bahai.it/">bahá’í</a> che ha incontrato  <a href="https://www.bahai.it/pages/vita-abdul-baha">‘Abdu’l-Bahá</a>. È forse ricordata soprattutto per il suo libro <em>Il diario di Juliet Thompson</em> , sebbene abbia anche dipinto un ritratto a grandezza naturale di &#8216;Abdu&#8217;l-Bahá.</p>
<p>Questo racconto dell’incontro con Gibran, è stato tradotto da <em>Marzieh Gail.</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<h2><strong>Juliet ricorda Gibran</strong></h2>
<p>Sabato, 8 dicembre 1956 il Paris Herald annunciava che martedì era morta Miss <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Juliet_Thompson">Juliet J. H. Thompson</a>, una ritrattista che, per quasi mezzo secolo, aveva fatto il ritratto a personaggi importanti come il Presidente Woodrow Wilson e Mrs. Calvin Coolidge.</p>
<p>Alcuni di noi, che allora vivevano come pionieri bahá’í a Salisburgo, Austria, vennero a conoscenza, in questo modo, del trapasso di Juliet a casa sua, a New York.</p>
<p>Juliet, nata in Virginia, era imparentata con Edward Fitzgerald, traduttore di “Il Rubayat”. Suo padre, Ambrose White Thompson, era amico intimo di Lincoln.</p>
<p>Juliet, una ritrattista e donna molto bella, era molto conosciuta nella “Washington Society” ed era inserita nel registro sociale, anche se come lei metteva in evidenza, con grado cadetto (Junior).</p>
<p>Per molti anni Juliet e Daisy Pumpelly Smith, anch’essa artista, condivisero la casa nel Greenwich Village, al numero 48 della West 10th Street. Esse fecero della loro casa un famoso luogo di raduno per persone di molte razze e religioni, e lì visite ed incontri familiari erano quasi continui. Accoglievano volentieri specialmente membri di razza nera, citando spesso le parole di ‘Abdu’l-Bahá che se l’America non avesse risolto le tensioni tra bianchi e neri il sangue sarebbe scorso per le sue strade. Anche Helen James, una donna nera, amica e dama di compagnia di Juliet, abitava nella stessa casa.</p>
<p>Juliet si sentiva così vicina alla razza nera che, poco prima della sua morte, chiese che il suo corteo funebre passasse attraverso Harlem e ciò fu fatto.</p>
<p>Molte delle persone del corteo funebre rimasero là al “48” alcuni per giorni o settimane.</p>
<p>Nello stesso tempo Dimitri Marianoff, che era stato genero di Albert Einstein, stava scrivendo un libro bahá’í al terzo piano, Juliet stessa stava rivedendo il suo “Io, Maria Maddalena” (un racconto ispirato da ‘Abdu’l-Bahá, Che ella visitò, come narrato nel suo diario, in Terra Santa, Svizzera e New York) al piano di sotto, mentre io ero nel salotto del seminterrato, a finire “La Persia e i Vittoriani”. Ogni stanza della vecchia casa era stata benedetta da ‘Abdu’l-Bahá e Juliet disse che Egli in particolare approvò la sua stanza studio. Egli disse che era eclettico &#8211; in parte orientale e in parte occidentale e che Gli sarebbe piaciuto costruirne una simile. In un angolo del soggiorno del pianterreno, con una corda che lo attraversava, si trovava la fragile antica poltrona nella quale Egli era solito sedersi.</p>
<p>Fu il 6 aprile 1943, nel suo studio, al piano di sopra davanti alla casa, che Juliet condivise con me e pochi altri ospiti, questi ricordi di Khalil Gibran.</p>
<p>“Egli viveva al di là della strada” disse Juliet Thompson, al numero 51 West 10th. Non era né ricco né povero – una via di mezzo. Lavorava in un giornale arabo; libero di dipingere e di scrivere<a href="#_ftn1" name="_ftnref1">[1]</a>. La sua salute era buona nei primi anni. Era terribilmente triste negli anni successivi a causa del cancro. Morì a 49 anni. Sapeva che la sua vita stava finendo troppo presto.</p>
<p>“I suoi disegni erano più belli dei suoi dipinti. Questi erano molto sfuocati indefiniti, misteriosi e perduti – molto poetici”.</p>
<p>Un Siriano lo portò a trovarmi &#8211; non riesco nemmeno a ricordare il suo nome. Khalil diceva sempre che io ero stata la sua prima amica a New York. Diventammo molto molto amici e tutti i suoi libri – Il Pazzo, Il Precursore, Il Figlio dell’Uomo, Il Profeta – io li ho ascoltati dal manoscritto. Mi dava sempre i suoi libri. Il mio preferito era “Il Profeta”.</p>
<p>Non credo ci sia stata nessuna connessione fra Abdu’l-Bahá e “Il Profeta”. Ma mi disse che quando scrisse “Il Figlio dell’Uomo” pensava continuamente ad ‘Abdu’l-Bahá. Diceva che stava per scrivere un altro libro con al centro ‘Abdu’l-Bahá e tutti i suoi contemporanei che parlavano di Lui. Morì prima di scriverlo. Mi disse infine che “Il Figlio dell’Uomo” era stato influenzato da ‘Abdu’l-Bahá.</p>
<p>Scrisse i suoi libri nella stanza al di là della strada. Poi mi chiamava e mi diceva di andare ad ascoltare un capitolo.</p>
<p>Apparteneva ad un’antica famiglia Siriana. Suo nonno era uno dei vescovi. Penso sia sempre rimasto Cristiano Ortodosso (Greco).</p>
<p>Ho visto gli Armeni e i Siriani baciargli la mano e chiamarlo Maestro. Questo era molto sbagliato per Gibran. Aveva centinaia di seguaci. Mantenne quel luogo chiuso a tutti eccetto ai suoi amici intimi e al suo lavoro.</p>
<p>Era molto innamorato di una mia amica – ma amava davvero anche me e anch’io lo amavo – ma non era quel tipo di amore. Non era proprio un amante. Non era quel tipo di uomo.</p>
<p>Aveva un timbro di voce chiaro e delicato e un modo di comportarsi modesto e timido finché non usciva fuori con qualcosa di potente come il tuono.</p>
<p>Non so come descriverlo tranne che dire che era l’immagine precisa di Charlie Chaplin. Ero solita dirglielo. Ciò lo rendeva terribilmente furibondo.</p>
<p>Come Gibran entrò in contatto con la Causa Bahá’í: vi racconterò francamente la storia proprio come è stata.</p>
<p>Mi affrettavo a narrargliela, egli ascoltava. Conosceva alcune espressioni in arabo di Bahá’u’lláh.</p>
<p>Diceva che era la letteratura più bella che mai fosse stata scritta. E che amava perfino le parole. Non c’era nessuna espressione araba che raggiungesse il livello delle espressioni arabe di Bahá’u’lláh.</p>
<p>E poi Khalil, “Il Maestro”, ottenne un seguito. Mi disse che apparteneva agli “Illuminati” in Persia. Era solito alzarsi in piedi e dire: “Per che cosa abbiamo bisogno di una Manifestazione di Dio? Ciascuno di noi può entrare in contatto diretto con Dio. Io sono in diretto contatto con Dio”.</p>
<p>Non dicevo nulla. Lo lasciavo solo parlare.</p>
<p>Indossava abiti americani da uomo d’affari. Aveva molti capelli neri e mossi.</p>
<p>Il tempo passava. Gli dissi che il Maestro stava venendo. Mi domandò se avrei chiesto al Maestro di posare per Lui. Il Maestro dette un’ora alle 6.30 una mattina. Realizzò un ritratto molto espressivo. Non somigliava molto al Maestro – una somiglianza molto vaga. Grande forza nelle spalle. Una grande luminosità nel volto. Non è un ritratto del Maestro, ma è il lavoro di un grande artista. Lo considero davvero un grande artista<a href="#_ftn2" name="_ftnref2">[2]</a>.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-19338" src="https://www.marcobresci.it/wp-content/uploads/2024/03/Il-Maestro.jpg" alt="" width="1200" height="2071" srcset="https://www.marcobresci.it/wp-content/uploads/2024/03/Il-Maestro.jpg 1200w, https://www.marcobresci.it/wp-content/uploads/2024/03/Il-Maestro-174x300.jpg 174w, https://www.marcobresci.it/wp-content/uploads/2024/03/Il-Maestro-593x1024.jpg 593w, https://www.marcobresci.it/wp-content/uploads/2024/03/Il-Maestro-768x1325.jpg 768w, https://www.marcobresci.it/wp-content/uploads/2024/03/Il-Maestro-890x1536.jpg 890w, https://www.marcobresci.it/wp-content/uploads/2024/03/Il-Maestro-1187x2048.jpg 1187w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" />Immagine sopra: Juliet Thompson conosceva i ritratti di Khalil Gibran di personaggi famosi della filosofia e dell&#8217;arte. Fu attraverso Thompson che Gibran incontrò &#8216;Abdu&#8217;l-Bahá e disegnò questo suo ritratto nella primavera del 1912. Bahá&#8217;í World News Service,  <a href="https://news.bahai.org/story/1172/slideshow/8/">https://news.bahai.org/story/1172/slideshow/8/</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Nella sua vita privata era molto modesto e ritirato. Non aveva mai incontrato il Maestro prima. E ciò fece iniziare la sua amicizia. Semplicemente adorava il Maestro. Era solito venire in questa casa (48 west 10th) per veder il Maestro. A Boston era spesso con il Maestro. Tutta questa sorta di visione un po’ confusa è legata la fatto che è passato molto tempo.</p>
<p>Mi raccontò due storie che ritenni molto preziose:</p>
<p>“Un giorno quando stava andando in macchina con il Maestro a Boston e ‘Abdu’l-Bahá disse: “Perché costruiscono le loro case con tetti piatti?” Khalil non rispose per un momento e poi il Maestro stesso rispose: “Perché essi stessi sono senza cupola”.</p>
<p>Un’altra volta era con il Maestro quando due donne entrarono. Erano donne alla moda e fecero delle domande sciocche. Una di loro voleva sapere se si sarebbe sposata di nuovo. Il Maestro stava camminando nella stanza. Trattenendo il respiro ed espellendolo fuori, girando gli occhi da una parte all’altra. Quando se ne andarono disse: “Spazzatura dorata”.</p>
<p>Il Maestro andò via e Khalil si mise a scrivere i suoi libri. Ma spesso parlava di Lui, con tono molto molto simpatetico e amorevole. Ma l’unica cosa era che non accettava un intermediario per se stesso. Voleva un contatto diretto<a href="#_ftn3" name="_ftnref3">[3]</a>.</p>
<p>Poi una notte, negli anni successivi, un film sul Maestro stava per essere proiettato al Centro Bahá’í. Egli si sedette vicino a me nella fila davanti e vide il Maestro tornare in vita per lui in quel filmato. E cominciò a singhiozzare. Noi gli avevamo chiesto di dire qualche parola quella sera. Quando venne il momento di parlare, si dominò e balzò sul palco e poi, mia cara, ancora piangente davanti a noi disse: “Io dichiaro che ‘Abdu’l-Bahá è la manifestazione di Dio per questo giorno!”.</p>
<p>Naturalmente non aveva capito, ma…<a href="#_ftn4" name="_ftnref4">[4]</a> – stava piangendo e non disse nient’altro. Scese e si mise a sedere vicino a me e continuò a piangere a piangere e a piangere. Guardando il filmato riportò tutto alla sua mente. Prese le mie mani e disse: “Tu hai aperto una porta per me stasera”.  Poi fuggì dalla sala.</p>
<p>Non ho mai sentito parlare ancora di questo fatto. Ed egli non si riferì mai più a questo fatto.</p>
<p>“Povero Khalil!” La fine non fu così bella. Io ero via. Quando tornai era molto malato. Mi chiese se sarei andata a trovarlo tutti i giorni. Era a letto. Questi furono i suoi ultimi giorni.</p>
<p>Voglio dirvi tutto quello che posso finché posso. Voleva esprimere la storia della sua vita. Tanta parte di essa è svanita.</p>
<p>Mi disse: “Quando la neve comincia a cadere mi sveglia sempre. Una volta alle tre di mattina pensai che mi sarebbe piaciuto uscire camminare nella neve e riflettere. Perciò andai a Central Park. Stavo camminando con un piccolo taccuino in mano. Stavo terminando “The Earth Gods” (un libro recente, ma il suo ultimo). Stavo scrivendo nel mio taccuino in mezzo alla neve. Un grosso poliziotto mi raggiunse.</p>
<ul>
<li>“Che cosa sta facendo?”</li>
<li>“Sto scrivendo”.</li>
<li>“Scrivendo? È inglese?”</li>
<li>“No”.</li>
<li>“Siete francese?”</li>
<li>“No”.</li>
<li>“Che cosa siete?”</li>
<li>“Vengo dalla Siria”.</li>
<li>“Oh. Sa niente di quel siriano – penso il suo nome sia <em>Kayleel Guibran</em> – quel tipo che scrive libri?”</li>
<li>“Penso di sì”.</li>
<li>“Bene, da quando è entrato nella vita della nostra famiglia non c’è più stata pace. Avevo sempre avuto una buona moglie. Ora non fa nulla tutto il giorno se non leggere quel <em>Kayleel Guibran</em>…”</li>
</ul>
<p>In quegli ultimi giorni egli soltanto pianse, pianse e pianse. Con la testa sulla mia spalla. Non diceva mai che stava morendo. Non disse mai una parola eccetto un’unica cosa: “Voglio darvi tutto quello che posso finché posso &#8211; perciò venite tutti i giorni”.</p>
<p>I suoi seguaci rimasero con lui. È proprio degno di venerazione. È stato sepolto a Boston.</p>
<p>Grandi occhi castani e tragici. Gli occhi erano molto importanti nel suo volto. La sua fronte era ampia – molto alta – molto ampia e aveva un ciuffo di capelli neri. Basso, snello (indica la sua statura in misura inglese). Una espressione della bocca molto tenera inclinata un po’ agli angoli. Un uomo molto triste e ne aveva ben ragione. Piccoli baffetti neri, come Charlie Chaplin.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-19339" src="https://www.marcobresci.it/wp-content/uploads/2024/03/Marzieh_Gail.jpg" alt="" width="431" height="599" srcset="https://www.marcobresci.it/wp-content/uploads/2024/03/Marzieh_Gail.jpg 431w, https://www.marcobresci.it/wp-content/uploads/2024/03/Marzieh_Gail-216x300.jpg 216w" sizes="(max-width: 431px) 100vw, 431px" /></p>
<p>Immagine di <em>Marzieh Gail</em>: Fonte: http://any-thing-bahai-resources.blogspot.com/2010/09/blog-post_6.html Categoria: Marzieh Gail</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Traduzione di <a href="https://bahaipedia.org/Marzieh_Gail">Marzieh Nabil Carpenter Gail</a> (1 aprile 1908 &#8211; 16 ottobre 1993) è stata una bahá&#8217;í persiano-americana che ha contribuito allo sviluppo delle comunità bahá&#8217;í negli Stati Uniti, in tutta Europa e in Iran. Ha scritto diversi libri sulla fede bahá&#8217;í e ha contribuito alla produzione di alcune traduzioni ufficiali degli scritti bahá&#8217;í in inglese.</p>
<p>Immagine di copertina: Dalla collezione fotografica della Library of Congress, Juliet Thompson con il suo ritratto della First Lady Grace Coolidge, Autore sconosciuto &#8211; Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti <a href="https://www.loc.gov/pictures/item/npc2007016656/">https://www.loc.gov/pictures/item/npc2007016656/ </a><a href="http://hdl.loc.gov/loc.pnp/npcc.16657">http://hdl.loc.gov/loc.pnp/npcc.16657</a></p>
<p><a href="#_ftnref1" name="_ftn1">[1]</a> Per altre informazioni sulla vita di Gibran consultare le recenti pubblicazioni.</p>
<p><a href="#_ftnref2" name="_ftn2">[2]</a> Barbara Young, nel libro “Questo uomo dal Libano: uno studio di Khalil Gibran” (New York, Knopf, 1945), p. 68 ha scritto: “Nei suoi ultimi anni amava parlare dei suoi primi anni a Parigi e a New York, del suo primo studio, che chiamava “la mia piccola gabbia” e poi di quello più spazioso, più in alto nel palazzo, una grande stanza dove sentì una nuova libertà, dove egli disse, “Ho potuto aprire le mie ali”.</p>
<p>“E’ stato in questo studio che il ritratto del reverendo Abdu’l – Bahá è stato realizzato nel 1912. Il sant’uomo aveva indicato le sette della mattina come l’ora in cui avrebbe acconsentito a posare per il suo ritratto. Parlando di ciò Gibran disse: “Rimasi sveglio tutta la notte, poiché sapevo che non avrei mai avuto una mano e un occhio per lavorare se mi fossi addormentato”.</p>
<p><a href="#_ftnref3" name="_ftn3">[3]</a> L’insegnamento Bahá’í, come quello Cristiano, è che la Manifestazione di Dio è la via verso Dio. Gesù disse:” Io sono la porta…” (Giovanni 10:7).</p>
<p><a href="#_ftnref4" name="_ftn4">[4]</a> Bahá’u’lláh e il Báb sono le due Manifestazioni di Dio per oggi. ‘Abdu’l-Bahá è l’Esempio e l’Interprete della Fede Bahá’í.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Spiragli di luce</title>
		<link>https://www.marcobresci.it/blog/spiragli-di-luce/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marco Bresci]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 Mar 2024 16:46:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In questi giorni di grande buio per L&#8217;Umanità, per le guerre in corso in Ucraina ed in Medio Oriente ed i numerosi conflitti sparsi nel mondo trascurati dai mass-media, spiragli di luce si possono trovare ricercando gli insegnamenti ed i valori universali promulgati da Personaggi di altissimo spessore spirituale. Fra questi vorrei ricordare &#8216;Abdu&#8217;l-Bahá, che&#8230;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>In questi giorni di grande buio per L&#8217;Umanità, per le guerre in corso in Ucraina ed in Medio Oriente ed i numerosi conflitti sparsi nel mondo trascurati dai mass-media, spiragli di luce si possono trovare ricercando gli insegnamenti ed i valori universali promulgati da Personaggi di altissimo spessore spirituale.<br />
Fra questi vorrei ricordare <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/%27Abdu%27l-Bah%C3%A1">&#8216;Abdu&#8217;l-Bahá</a>, che venne in Occidente proprio <a href="https://www.youtube.com/watch?v=poMmP1w3zD8&amp;ab_channel=Comunit%C3%A0Bah%C3%A1%27%C3%ADd%27Italia">per insegnare i principi universali</a> sui quali costruire le fondamenta di una pace stabile, non armata.</p>
<p>Le guerre sono insostenibili per le perdite umane, per i danni materiali, per i danni all&#8217;ambiente, già devastato dal modello economico di crescita infinita.</p>
<p>Tutte le emergenze globali possono essere affrontate e vinte solo se c&#8217;è una risposta universale. Alimentare i conflitti significa far slittare gli accordi per il clima e per tutte le altre sfide di questo secolo.</p>
<p>Questo passo, che risale agli inizi del 1900, sembra scritto per questo tempo.</p>
<blockquote><p>&#8220;Cari amici! Il mondo è in guerra e la razza umana in<br />
travaglio e in contesa mortale. È calata la tenebrosa notte<br />
dell&#8217;odio e la luce della buona fede è spenta. I popoli e le<br />
tribù della terra, affilati gli artigli, si stanno avventando gli<br />
uni contro gli altri. Stanno per essere distrutte le fondamenta<br />
della razza umana; migliaia di famiglie sono raminghe e<br />
depredate e ogni anno vede migliaia e migliaia di esseri<br />
umani rotolare nel sangue su polverosi campi di battaglia.<br />
Sono state ripiegate le tende della vita e della gioia. I<br />
generali comandano, pavoneggiandosi del sangue versato,<br />
facendo a gara nell&#8217;incitamento alla violenza. «Con questa<br />
spada» dice uno « ho decapitato un popolo!». E un altro:<br />
«Ho fatto mordere la polvere a una nazione!». E un altro<br />
ancora: «Ho abbattuto un governo!». Di tali cose gli uomini<br />
si danno vanto, di tali cose si gloriano! Amore, onestà<br />
sono dappertutto condannati, e disprezzate l&#8217;armonia e la<br />
devozione alla verità.<br />
La Fede della Bellezza Benedetta [Bahà&#8217;u&#8217;llàh] invita l&#8217;Umanità alla<br />
salvezza e all&#8217;amore, all&#8217;amicizia e alla pace; drizzato il suo<br />
tabernacolo sulle vette della terra, essa rivolge il suo appello<br />
a tutte le nazioni. Perciò, voi che siete gli amanti di Dio,<br />
apprezzate il valore di questa preziosa Fede, obbeditene gli<br />
insegnamenti, camminate su questa strada che è tracciata<br />
diritta e mostrate alle genti questa via. Levate le voci e<br />
cantate la canzone del Regno. Divulgate ovunque i precetti e i<br />
consigli dell&#8217;amorevole Signore, sì che questo mondo si<br />
trasformi in un altro mondo, e questa buia terra sia inondata<br />
di luce, e il cadavere dell&#8217;Umanità risorga a vita, sì che ogni<br />
anima aspiri all&#8217;immortalità, mercé le sante brezze di Dio.<br />
I vostri giorni fuggenti saranno ben presto terminati e<br />
la fama e le ricchezze, le comodità e le gioie che il mondo,<br />
questo immondezzaio, offre svaniranno senza lasciare traccia.<br />
Convocate dunque le genti innanzi a Dio e invitate l&#8217;umanità<br />
a seguire l&#8217;esempio delle Schiere celesti. Siate padri<br />
amorevoli per gli orfani, e rifugio per gli indifesi, e tesoro per<br />
i poveri, e rimedio per gli infermi. Siate soccorritori per ogni<br />
vittima dell&#8217;oppressione, patroni dei diseredati. Pensate sempre<br />
a come render servigio a ogni membro della razza umana.<br />
Non curatevi di avversione, repulsione, disprezzo, ostilità,<br />
ingiustizia: agite nella maniera opposta. Siate gentili con<br />
sincerità, non solo in apparenza. Su questo concentri ogni<br />
amato di Dio la propria attenzione: essere misericordia di Dio<br />
per l&#8217;uomo, essere la grazia del Signore. Ciascuno benefichi e<br />
avvantaggi in qualche modo coloro la cui via egli incroci;<br />
s&#8217;ingegni a migliorare il carattere di tutti e a indirizzare le<br />
menti degli uomini. In tal modo, la luce della guida divina<br />
risplenderà e le benedizioni di Dio culleranno tutta l&#8217;umanità:<br />
perché l&#8217;amore è luce, qualunque ne sia la dimora; e l&#8217;odio è<br />
tenebra, ovunque si annidi. O amici di Dio! Affinché il<br />
Mistero nascosto possa essere rivelato e dischiusa la sacra<br />
essenza di ogni cosa, prodigatevi per fugare quelle tenebre<br />
per sempre.&#8221;</p></blockquote>
<p>Per conoscere i suoi insegnamenti, le sue Tavole, i suoi scritti visitare questa <a href="https://www.bahai.it/pages/abdul-baha">pagina</a>.</p>
<p>Immagine di copertina: foto di &#8216;Abdu&#8217;l-Bahá, <a href="https://media.bahai.org/detail/ca17c46685774a9fce7953031f8dd3d6/">Banca multimediale bahá&#8217;í</a></p>
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