MAREA NERA NEL GOLFO DEL MESSICO



La perdita di petrolio iniziata il 20 aprile 2010 nel Golfo del Messico dopo l’affondamento della piattaforma petrolifera Deepwater è il più grave disastro ambientale nella storia dell’umanità.

In questo 2010, oltre che nel Golfo del Messico, ci sono perdite di minore portata anche nel Mar Rosso ed in Nigeria nel fiume Niger, che sfocia nell’Oceano Atlantico.

Il petrolio è in primis una materia prima ed è illogico e criminale bruciarlo come combustibile. Con essa si fanno migliaia di prodotti, materie plastiche, asfalto, pneumatici, utensili, supporti per la medicina, concimi, ecc… e non esiste un’altra materia prima che possa sostituire il petrolio in tempi rapidi, che sia economica, malleabile, facilmente disponibile, ecc… Stiamo condannando la prossima generazione alla povertà energetica. Infatti adesso siamo più o meno al picco di produzione petrolifera, quando però fra pochi decenni l’oro nero comincerà a scarseggiare, l’umanità si accorgerà che il pianeta si è impoverito di una importante risorsa del sottosuolo e che molti equilibri naturali sono saltati. Bruciare petrolio o carbone sono veri e propri crimini contro l’umanità, perché le emissioni contaminano la composizione chimica dell’atmosfera e ciò determina i cambiamenti climatici.

La crescente richiesta della domanda di petrolio come combustibile spinge la ricerca di giacimenti non facilmente accessibili con danni e costi non sostenibili per l'umanità e per il pianeta. Il profitto è più importante della sicurezza, i controllori ed i controllati sono gli stessi personaggi per cui c’è un evidente conflitto di interessi. Occorre un’agenzia internazionale indipendente per il controllo della sicurezza degli impianti.


Si può orientare la produzione di energia verso fonti rinnovabili ed usare tecnologie a minore impatto ambientale per il settore della mobilità. Ormai le tecnologie ci sono e si vuole si trovano anche i soldi.


Ci sono poi fattori che la comunità scientifica non conosce, a quanto ammonta la perdita giornaliera di petrolio? Qual è l’esatta composizione chimica dei solventi usati da British Petroleum? È un “segreto di Stato” o forse dovremmo dire un “segreto della multinazionale BP”, e questo rappresenta un’altra anomalia. Non abbiamo la benché minima informazione. I solventi fanno uscire le componenti tossiche del petrolio più velocemente. Il risultato è che la tossicità del Golfo del Messico sta aumentando, ma senza lasciare la possibilità di fare previsioni a esperti e studiosi. Le conseguenze a lungo termine sono ignote. Salvare le coste con i solventi è un altro crimine contro l’umanità. I solventi sono già tossici da soli. Inoltre il petrolio che le squadre di soccorso osservano dagli elicotteri e dagli aerei è solo una minima parte di quello già uscito e che naviga fra le correnti sottomarine sottostanti.

I reati ambientali sono crimini contro l’umanità. Purtroppo però non sono stati ancora riconosciuti come tali e pure l’umanità non ha ancora avuto riconoscimento politico e giuridico, é un termine vago, rappresenta l’insieme della popolazione mondiale, ma non è tutelata legalmente da nessuna agenzia o Ente. L’umanità è perciò impreparata di fronte a emergenze ambientali, conflitti che sfuggono al controllo, pandemie. Ogni giorno per esempio muoiono circa 30.000 bambini di stenti sotto la completa indifferenza collettiva: non c’è un governo mondiale o un corpo di giudici che possano occuparsi di loro e sradicare una volta per tutte la povertà da questo pianeta.

Dopo la Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo non è stata ancora adottata la Dichiarazione Universale dei Doveri dell’Uomo e dei Popoli, eppure per salvaguardare dei diritti si devono rispettare dei doveri. Manca il soggetto giuridico dell'umanità, rappresentato da un corpo legislativo mondiale, un corpo esecutivo mondiale, un tribunale internazionale (per risolvere le vertenze fra gli Stati sovrani), un corpo di polizia internazionale, ecc...

Le necessità di base, come il diritto all'alimentazione, all’acqua, alla salute, ad una casa, all’istruzione, ad un ambiente pulito, ecc… sono doveri universali che devono essere riconosciuti, rispettati e garantiti come tali ad ogni cittadino del mondo.

La sicurezza mondiale è superiore alle questioni di sicurezza nazionale o ad interessi economici.

In questo momento l’umanità è a rischio, proprio perché non è riconosciuta giuridicamente, per cui non c'è nessun Ente che possa tutelare la sopravvivenza e la salvaguardia dei cittadini del mondo e degli habitat naturali. Altro esempio: le risorse non sono beni delle nazioni che le detengono, ma patrimonio di tutta l'umanità. Devono essere sottratte alla legge della domanda e dell’offerta e distribuite equamente, combattendo ogni forma di speculazione e di accaparramento, gli sprechi e l’inquinamento dell’aria, delle acque e del suolo, per permettere alle generazioni successive una qualità di vita accettabile e dignitosa. Per esempio l’UNESCO ha dichiarato l’Antartide patrimonio dell’umanità. Di chi sono le risorse dell’Antartide? Di tutta l’umanità. Eppure vari Stati stanno mettendo delle bandiere e ridisegnano i confini a loro piacimento per inglobare i giacimenti, è una flagrante violazione. Ma a chi ci possiamo appellare per difendere i diritti dell’umanità? A nessuno, l’umanità è ancora un concetto vago, virtuale, non è rappresentato, non ha valenza politica e giuridica.

Nel corso della storia sono state conseguite varie tappe, tutte riconosciute giuridicamente: famiglia, tribù, villaggio, paese, città stato, Comuni, Signorie, Nazioni e adesso si avverte la necessità della definizione giuridica dell’umanità. Non si torna indietro, si va sempre verso aggregazioni più grandi e questo ci indica la freccia dell’evoluzione.

L’inizio del XX secolo era caratterizzato dall’illusione di vivere in un ambiente aperto, infinito, con risorse pressoché illimitate, infinta capacità di riassorbimento delle nostre emissioni, ecc… Il XXI secolo nasce invece con la consapevolezza che stiamo entrando nell’era della scarsità delle risorse. Questo pone grossi problemi ai fini della tutela della sicurezza collettiva. La tentazione sarà di impossessarsi con la forza dei giacimenti residui di petrolio, metano, acqua dolce, aree fertili coltivabili, ecc… se non raggiungiamo l’unità del genere umano, se non riusciamo a teorizzare una sorta di Stato Supremo, in favore del quale gli Stati debbano cedere una parte dei loro diritti, come quello di dichiarare guerra, di armarsi, di possesso delle risorse, alcuni diritti di tassazione, ecc…I tempi sono maturi per cominciare a studiare l’iter giuridico che porterà alla costituzione di un corpo legislativo mondiale, di un corpo esecutivo mondiale, di un tribunale internazionale per risolvere le controversie internazionali e per giudicare i crimini contro l’umanità e l’ambiente, di un corpo di polizia internazionale. È necessaria un’armonizzazione dei sistemi giuridici affinché i criminali siano perseguiti ovunque nel mondo.

La guerra è ancora “legale”, gli Stati sovrani hanno il “diritto” di dichiarare guerra, si “perseguono” solo gli eccessi. Ad esempio stupri o eccessivi bombardamenti sui civili nelle guerre ancora “legali”. È però logico pensare che come per le vertenze personali si va dal giudice, anziché ricorrere al “duello”, analogamente per controversie fra gli Stati sovrani si dovrebbe ricorrere a un tribunale internazionale, togliendo alle singole Nazioni il diritto di dichiarare guerra. Dovrebbe essere istituita una Commissione Internazionale per risolvere una volta per tutte le controversie sui confini fra gli Stati e le rivendicazioni di nazionalità (per esempio la questione dei Kurdi e quella dei Palestinesi). Dopodichè procedere al disarmo universale, perché non ha senso se è solo parziale. Se poi una nazione dovesse invaderne un’altra tutta l’umanità avrebbe il diritto di insorgere contro di essa. In questo modo sarebbero necessari solo piccoli contingenti militari per la sicurezza interna delle nazioni. Le immense risorse destinate oggi agli armamenti potrebbero finalmente essere destinate al vero progresso di tutta l’umanità. I giuristi dovranno cercare di armonizzare i vari sistemi giuridici (sanzioni e pene), creare un Parlamento con rappresentanti di tutte le nazioni con numero proporzionale alla popolazione, stabilendo dei criteri di alta moralità per essere degni di tale incarico.

Analogamente l’assalto alle risorse esauribili della Terra è ancora perfettamente “legale”, con tutte le conseguenze nefaste che conosciamo. Monopoli, trust e multinazionali condizionano impunemente le scelte politiche e finanziarie delle nazioni aumentando il divario fra ricchi e poveri, inquinando l’ambiente e depauperando le risorse del pianeta, senza che ci sia la possibilità di appellarsi ad una Corte Internazionale.

Tornando alla questione della marea nera nel Golfo del Messico sarebbe il caso di promuovere iniziative internazionali, attraverso incontri periodici all'ONU dei Ministri dell'Ambiente di tutte le nazioni, dato che la fuoriuscita di petrolio non è una questione americana o della BP, bensì di tutto il mondo e che le conseguenze si estenderanno a tutto il globo. Gli incontri dovrebbero anche individuare il percorso giuridico per il riconoscimento di crimini contro l'umanità i reati ambientali per trascinare i colpevoli davanti ad una Corte Penale Internazionale.

Nelle università più prestigiose del mondo potrebbero essere svolte delle tesi di laurea sul riconoscimento politico e giuridico dell'umanità, sulla carta dei Doveri Universali (le necessità di base devono essere garantite ad ogni cittadino del mondo), sul riconoscimento dei reati ambientali come crimini contro l’umanità perseguibili ovunque nel mondo.

Come è già stato accennato, la scarsità delle materie prime mette i popoli avanti ad una scelta drammatica: o conflitti ancora più sanguinosi e devastanti di quelli perpetrati finora per impossessarsi dei giacimenti residui, oppure conseguimento dell’unità adottando principi di solidarietà e di alta moralità, come una libera e volontaria condivisione delle risorse, la moderazione nei consumi e nell’utilizzo delle ricchezze del sottosuolo, marine e di quelle territoriali.

Il più grande male dell'umanità è la disunità. Occorre lavorare per raggiungere l’unità del genere umano, unità nel rispetto delle diversità, della giustizia e dell’ambiente.

Ogni crisi è una opportunità di crescita. Più forte è la crisi e maggiore l’opportunità di crescita. La crisi della fuoriuscita di petrolio nel Golfo del Messico può mettere in moto un processo positivo per l’umanità. I tempi richiedono all’umanità un salto evolutivo collettivo, come mai era stato richiesto prima.

Link per approfondimenti su quello che sta avvenendo:

1. Sito della NASA con le foto satellitari in ordine cronologico dal 20 aprile:

http://www.nasa.gov/topics/earth/features/oilspill/index.html

http://earthobservatory.nasa.gov/NaturalHazards/event.php?id=43733

2. Modifiche alla Corrente del Golfo:

http://www.ansa.it/web/notizie/canali/energiaeambiente/rifiuti/
2010/07/06/visualizza_new.html_1850280848.html


http://www.associazionegeofisica.it/OilSpill.pdf

3. La minaccia dell’arsenico:

http://www.ecologiae.com/marea-nera-arsenico/18237/

4. La situazione in Nigeria:

http://www.zdf.de/ZDFmediathek/beitrag/video/1090554/
Die-vergessene-Oel-Katastrophe-in-Nigeria#/beitrag/video/
1090554/Die-vergessene-Oel-Katastrophe-in-Nigeria


5. Perdita di petrolio sul Mar Rosso:

http://allafrica.com/stories/201006290392.html


Pistoia, 10 luglio 2010


Marco Bresci


















































































PORTO DI DALIAN, CINA, ESPLOSIONE DI DUE OLEODOTTI